Novese Calcio, un’intricata telenovela in bilico sino all’ultimo giorno…
Lo scorso venerdì 15 è arrivata la compilazione della domanda di iscrizione allEccellenza da parte della Novese. Un gesto simbolico che deve essere corroborato da fatti concreti come il versamento di una fidejussione o lesibizione delle liberatorie di avvenuto rimborso spese della rosa della passata stagione
Lo scorso venerdì 15 è arrivata la compilazione della domanda di iscrizione all?Eccellenza da parte della Novese. Un gesto simbolico che deve essere corroborato da fatti concreti come il versamento di una fidejussione o l?esibizione delle liberatorie di avvenuto rimborso spese della rosa della passata stagione
NOVI LIGURE – “Angusa”: per esprimere lo stato d’animo che attanaglia i (pochi o tanti non importa) tifosi della Novese serve ricorrere all’idioma locale, un crogiolo di influssi di ogni dove (francesi, liguri, lombardi, sabaudi) che però rende molto meglio dell’italiano. L’angusa, per il dizionario scritto dall’indimenticato Natalino Magenta, è l’espressione usata per esprimere nausea e quindi, in senso metaforico ribrezzo.
Insomma, da un anno a questa parte è il sentimento comune di chi ha a che fare con le vicende di un club storico che non meritava e non merita di fare la fine di un qualunque team moderno, di quelli che sbucano dal nulla, magari arrivano alle stelle e poi tornano da dove erano arrivati. La Novese non è questo: i biancocelesti sono vessilliferi di un carico di storia che ha pochi eguali. Certo, i materialisti ribatteranno che con la Storia non ci si campa, neppure nel calcio. Tutto vero, ma se le vicende della Novese interessano tanti appassionati storici del calcio italiano ci sarà un motivo. Il dato di fatto è che il club vincitore di un titolo italiano nel 1922 e che tra meno di tre anni avrebbe compiuto il secolo di vita, è alle porte del precipizio, se non ci è caduto ancora dentro. Il vero problema è che chi ne ha la proprietà è indifferente alla storia e ai valori della Novese e gioca un po’ al gatto col topo, si diverte a pungere e a “insigare” (altro gergo dialettale) i suoi interlocutori e fa spesso l’esatto contrario di quel che dice.
Ancora la scorsa settimana il proprietario del club Raffaele Retucci, anzi il suo emissario Gaetano Battiloro, avevano diramato l’ennesimo comunicato che sapeva di ultimatum. “Se la situazione non cambia, non iscrivo la Novese”. In due giorni non ci sono state rivoluzioni ma lo scorso venerdì 15 è arrivata la compilazione della domanda di iscrizione all’Eccellenza da parte della Novese. Un gesto simbolico che deve essere corroborato da fatti concreti come il versamento di una fidejussione o l’esibizione delle liberatorie di avvenuto rimborso spese della rosa della passata stagione.
Ora c’è tempo fino a domenani, venerdì 22, per verificare la correttezza della documentazione e verificare la regolarità dei versamenti anche se via mail fanno sapere che l’iscrizione andrà fino in fondo. Con una proprietà come quella della Novese ogni valutazione è impossibile, difficile capire chi non si fa vedere a Novi dal 29 gennaio, chi parla per comunicati stampa diramati da chissà dove e che si è dimesso dalla carica di amministratore unico del club senza indicare o far sapere il nome del suo sostituto.
Insomma una proprietà che si fa beffe di una città, delle sue istituzioni, degli organi di informazione ma soprattutto di quei pochi tifosi della Novese che meriterebbero rispetto ma che già da qualche tempo girano alla larga dalla Novese, carichi di “angusa” per la piega che gli eventi hanno preso e che a raccontarli non sembrano neppure veri. Povera Novese, non meritavi di fare questa ingloriosa fine da derelitto alla deriva, ripudiata da tutti: proprietari, ex proprietari, imprenditori locali e in parte maggioritaria dalla città che per 97 anni hai reso celebre in Italia. Cara Novese, l’auspicio è che come tutte le “vecchie signore” (nessun riferimento alla Juve per carità) possa essere salvata da qualche appassionato di ferrivecchi che possa trasformati in una di quelle auto d’epoca che quando passano per la strada tutti si voltano a guardarle.