Sbatti il tofu in prima pagina
Immaginate di essere un bimbo di un anno e di avere per genitori due deficienti, che vi alimentano esclusivamente a base di carne liofilizzata. Di avere una patologia cardiaca grave, che senza intervento chirurgico morirete e con i due deficienti che non vi fanno operare. Infine, immaginate che intervengano i vostri nonni materni e, di nascosto, vi portino in ospedale: salvandovi la vita e facendo venire alla luce questa vicenda allucinante
Immaginate di essere un bimbo di un anno e di avere per genitori due deficienti, che vi alimentano esclusivamente a base di carne liofilizzata. Di avere una patologia cardiaca grave, che senza intervento chirurgico morirete e con i due deficienti che non vi fanno operare. Infine, immaginate che intervengano i vostri nonni materni e, di nascosto, vi portino in ospedale: salvandovi la vita e facendo venire alla luce questa vicenda allucinante
OPINIONI – Immaginate di essere un bimbo di un anno e di avere per genitori due deficienti, che vi alimentano esclusivamente a base di carne liofilizzata. Di avere una patologia cardiaca grave, che senza intervento chirurgico morirete e con i due deficienti che non vi fanno operare. Infine, immaginate che intervengano i vostri nonni materni e, di nascosto, vi portino in ospedale: salvandovi la vita e facendo venire alla luce questa vicenda allucinante. Credete che i media intitolerebbero i loro articoli: «Il bimbo “carnivoro” diventa un caso: ha un anno e pesa come un neonato»? Sicuramente no. E se ciò accadesse, meriterebbe un (improbabile) intervento sanzionatorio da parte dell’Ordine dei Giornalisti.
Ora, ripercorrete la stessa scena: medesimi genitori deficienti e stessi nonni determinanti, ma sostituite solo la parola “carne” con “vegetali”. Pensate che per descrivere la vicenda surreale di un bambino di un anno, denutrito e che rischia la morte a causa di una grave cardiopatia non curata da due genitori incapaci di intendere e di volere, i giornali titolerebbero: «Il bimbo “vegano” diventa un caso: ha un anno e pesa come un neonato»? Pensatelo, perché in barba al buon senso – basta sbattere il mostro in prima pagina: in questo caso la dieta vegana – lo ha fatto addirittura il Corriere della Sera, lo scorso 8 luglio, in un articolo a firma di Elisabetta Andreis.
Un pezzo indecente, nel quale una dieta alimentare a dir poco criminale, composta esclusivamente da “Prodotti omeopatici – così dai verbali della Procura – etichettati come alimenti”, senza alcun integratore, né proteine di alcun tipo è stata additata al pubblico come quella che, senza creare problema di salute alcuno, solo in Italia è stimato sia seguita da quasi un milione di vegani. L’ennesimo esempio di un terrorismo mediatico che non conosce limiti e che, soprattutto, fa della disinformazione sistematica la sua arma più subdola e potente.
Fino a contrabbandare il semplice orientamento ad aumentare (e non: “imporre”) la scelta vegana nelle mense, fatta di recente dal neo sindaco torinese Chiara Appendino, come la volontà politica di abolire la carne e dichiarare guerra ai macellai.
