Amore liquido (Le ragioni del cuore – VI puntata)
Il primo incontro: limbarazzo e lincertezza facilmente superati grazie a quellintesa mentale che li ha avvicinati e fatti scoprire simili; un tempo fluido nel quale restano piacevolmente avvolti, ma che alla fine lascia un senso di incompiuto, uno spazio saturo di punti interrogativi
Il primo incontro: limbarazzo e lincertezza facilmente superati grazie a quellintesa mentale che li ha avvicinati e fatti scoprire simili; un tempo fluido nel quale restano piacevolmente avvolti, ma che alla fine lascia un senso di incompiuto, uno spazio saturo di punti interrogativi
OPINIONI – Il primo incontro: l’imbarazzo e l’incertezza facilmente superati grazie a quell’intesa mentale che li ha avvicinati e fatti scoprire simili; un tempo fluido nel quale restano piacevolmente avvolti, ma che alla fine lascia un senso di incompiuto, uno spazio saturo di punti interrogativi. Il secondo appuntamento, poi, li sorprende in una strada buia di periferia, quell’alcova improvvisata, trasgressiva e vitale nella quale Marcello si rifugiava da adolescente alle sue prime esperienze. Ripensando quei momenti, Marcello si domanda cosa spinga “due maturi adulti ad amoreggiare in macchina come da ragazzini”, mentre si accarezzano, si donano l’una all’altro scherzando, ridendo di loro stessi e della situazione, percependo l’abitacolo dell’auto di Andrea troppo angusto per loro, adesso così cresciuti.
“Due ragazzini che sono saliti su un treno in corsa ma con la mano sempre pronta a tirare il freno, per fermarsi in caso di necessità. Perché? Cosa impedisce di lasciarci andare completamente? Saggezza, amore per la vita, paura?” Domande che Marcello sente affiorare dentro di sé, “e poi quando il sogno sta per svanire come si esce senza fare danni?”. Un sogno da cui è bene essere destati, un amore “liquido”, come lo definirebbe il sociologo Bauman, un affetto che nasce dalla lacerazione tra il desiderio di provare nuove emozioni e il bisogno di un legame autentico, in un contesto sociale, quello odierno, nel quale siamo così continuamente esposti a mille tentazioni che restare fedeli non è certo più scontato, ma diventa una scelta controcorrente rispetto al consumismo imperante, che valorizza comportamenti tesi al soddisfacimento di necessità momentanee ed effimere, tese a sparire.
Trasgressione e amore, spinta all’eccesso e ricerca di limiti presto vissuti come soffocanti, in una specie di ottovolante sul quale viaggiano in una continua ricerca di appagamento, senza mai essere sicuri di aver trovato la soddisfazione ricercata. Un desiderio quasi fisico di provare nuove e diverse emozioni senza lasciare che divengano sentimenti, anticamera di un legame: è forse questo a fermarli? Attratti e contemporaneamente impauriti dalla sintonia che percepiscono. Liberi di muoversi al riparo da sguardi indiscreti, non visti, come se nessuno potesse essere testimone del loro essere, vivono in quei momenti uno dentro l’altra, entrambi preda di una specie di tentazione della tentazione, come se si sentissero realmente esistere nel perdurare dello stato dell’essere tentati, svincolati dall’oggetto del desiderio e catturati dall’idea di aver trovato soluzione a quel sentirsi perennemente annoiati che caratterizza le loro personalità narcisistiche.
Nel momento in cui si è tentati si prova una sensazione di libertà assoluta, dice Lévinas, filosofo francese del secolo scorso: stiamo guardando oltre la routine ma non abbiamo ancora ceduto alla tentazione, ossia non abbiamo ancora raggiunto il punto di non ritorno. Ma se cediamo alla tentazione, se la viviamo, la libertà svanisce e viene sostituita da una nuova routine. Peccato che la tentazione sia una perfetta imboscata per i nostri due protagonisti, che vi cadono volontariamente e con una leggerezza quasi invidiabile, per poi scoprire l’inganno della loro reciproca attrazione: il terzo incontro, l’ultimo.