Un tetto per le donne in pericolo: apre il dormitorio femminile
È già attivo da anni, invece, l'asilo notturno maschile: i numeri degli accessi alla struttura gestita da Caritas, cooperativa Agape, parrocchia di San Pietro e Comune di Novi sono lo specchio di una crisi profonda che ha colpito la comunità novese
È già attivo da anni, invece, l'asilo notturno maschile: i numeri degli accessi alla struttura gestita da Caritas, cooperativa Agape, parrocchia di San Pietro e Comune di Novi sono lo specchio di una crisi profonda che ha colpito la comunità novese
NOVI LIGURE – “Il dormitorio non è la soluzione”. Guarda in faccia alla realtà il sindaco Rocchino Muliere, che sabato è intervenuto all’apertura dell’ostello notturno riservato alle donne, presso il centro Santa Rita a Novi Ligure. “Non possiamo pensare di risolvere così il problema delle persone che vivono gravi difficoltà economiche. Ma per lo meno avranno un luogo sicuro dove passare la notte”.L’asilo notturno femminile sarà operativo a giorni e si affiancherà a quello maschile, attivo ormai da qualche anno sempre presso il centro Santa Rita di via Monte Grappa.
Dieci i posti letto a disposizione in totale: sei nel dormitorio maschile, quattro in quello femminile (a cui potranno accedere anche gli eventuali bimbi).
I numeri degli accessi alla struttura gestita da Caritas, cooperativa Agape, parrocchia di San Pietro e Comune di Novi sono lo specchio di una crisi profonda che ha colpito la comunità novese. Da quando è stato aperto, l’asilo notturno maschile ha quasi sempre fatto registrate il “tutto esaurito”. Un primato poco invidiabile.
I frequentatori del dormitorio sono uomini di tutte le età, dai 25 anni ai 65-70, anche se statisticamente la fascia più rappresentata è quella che va dai 40 ai 50 anni. Molti gli italiani, che da un anno a questa parte sono anzi la maggior parte degli ospiti (nel regolamento del dormitorio è specificato che in caso di sovrannumero hanno la priorità nell’assegnazione dei posti letto). Quanto agli stranieri, ce n’è di tutte le nazionalità.
Il tempo medio di permanenza è di due settimane, anche perché non può protrarsi di più: lo stabilisce il regolamento, per garantire una rotazione tra tutte le persone che hanno bisogno di un tetto sopra la testa.
Anche il dormitorio femminile sarà gestito da Caritas e cooperativa (con il contributo della parrocchia di San Pietro e dell’amministrazione comunale). La Caritas già si occupa di tenere aperto l’asilo notturno maschile (tutti i giorni dalle 19 alle 7 della mattina, con la presenza di un custode e regole molto severe per garantire una convivenza che altrimenti rischierebbe di essere difficile). Nel caso del dormitorio femminile, invece, la gestione sarà un po’ più elastica, per venire incontro alle eventuali necessità delle mamme.
Tre targhe, all’interno del centro Santa Rita, sono state collocate a memoria di altrettante figure di spicco del mondo della solidarietà novese: una per Teresa Broglia Lombardi, una per Margherita Zingardi Bolongaro e una per monsignor Pino Viano. Da don Livio Vercesi, che ha tenuto a battesimo la struttura, parole di ringraziamento in particolare per Stefano Gabriele, che nella doppia veste di volontario e di assessore ha seguito da vicino la realizzazione del progetto.