Quella cosa che stavamo facendo (Le ragioni del cuore – VII puntata)
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Daria Ubaldeschi - redazione@ilnovese.info  
7 Settembre 2016
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Quella cosa che stavamo facendo (Le ragioni del cuore – VII puntata)

“Quando il sogno sta per svanire, come si esce senza far danni?” è la domanda che accompagna la decisione di Marcello di rendere quella sera di inizio anno la loro ultima serata, ignaro del fatto che Andrea immagina già cosa lui le dirà

?Quando il sogno sta per svanire, come si esce senza far danni?? è la domanda che accompagna la decisione di Marcello di rendere quella sera di inizio anno la loro ultima serata, ignaro del fatto che Andrea immagina già cosa lui le dirà

OPINIONI – “Quando il sogno sta per svanire, come si esce senza far danni?” è la domanda che accompagna la decisione di Marcello di rendere quella sera di inizio anno la loro ultima serata, ignaro del fatto che Andrea immagina già cosa lui le dirà. Esiste almeno un buon motivo perché abbiano lo stesso pensiero, perché non ci si può sforzare di andare d’accordo a letto, hanno provato ma semplicemente non ha funzionato e se c’è una cosa che non sono capaci di fare è fingere.

Ma “noi siamo fortunati perché dotati di un’intelligenza superiore e di capacità relazionali non mediocri” afferma Marcello nel descrivere questo epilogo, parlando di se stesso e di Andrea, due esseri speciali, come ama ripetere Andrea, e forse è proprio questo che le permette di assorbire con una rassegnazione serena la frase “io non posso avere una relazione” che Marcello esprime appena entrato in casa, un ‘non posso’ che contiene in sé sia la mancanza di volontà che l’incapacità ma che non è vigliaccheria, quanto piuttosto un essere realistico che Andrea trova disarmante. Sorseggiando il caffè, parlano e ironizzano su ciò che sta avvenendo e per loro è naturale alzarsi in piedi e dirigersi verso la camera da letto, dove si sdraiano proni, uno accanto all’altro e continuano a parlare, si baciano, ridono di loro stessi e Marcello sfodera le sue metafore cinematografiche, scene che guardano insieme sullo smartphone, ascoltano una canzone di Elio e le Storie Tese, si toccano, giocano, si baciano senza approfondire troppo, manca il desiderio fisico, un dispiacere, ma anche un sollievo per entrambi, che sono troppo poco perché sia amore, troppo perché sia solo amicizia.

Marcello un giorno mi ha detto che, secondo lui, un’amicizia forte e duratura tra un uomo e una donna può nascere solo se i due hanno prima avuto una relazione sessuale che non ha funzionato e che, perciò, non tenderà più a insinuarsi tra le pieghe del rapporto amicale, rischio che invece correrebbe ogni legame maschio-femmina. Il fatto è che l’amicizia vera non ammette cedimenti dal punto di vista sessuale, nel momento in cui compare l’attrazione fisica il rapporto viene messo in discussione. Invece, se uomo e donna hanno sperimentato la sessualità e, capito che questa non esiste tra loro, riescono a mantenere intatto il loro rapporto, esente quindi da connotazioni sessuali, allora hanno qualcosa in più che non può essere paragonato ad un rapporto di amicizia tra persone dello stesso sesso, per la diversità di ruolo e di aspettative. E a distanza di 9 mesi da quell’ultima sera, Andrea ha dovuto dare ragione a Marcello, non può fare a meno di riconoscerglielo anche questa notte, una volta spento il cellulare dopo una delle loro solite lunghe telefonate, un appuntamento non regolare ma continuo in cui sentono di poter essere completamente se stessi, fuori dal tempo e dallo spazio, in quel loro luogo privato, sicuro ed esclusivo in cui mai nessuno potrà entrare e dal quale nessuno dei due ha intenzione di uscire.

Per me sei una persona straordinaria, l’amicizia che mi hai offerto è un bene prezioso, più di quella cosa che stavamo facendo” (Marcello ad Andrea).

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