Stavolta è davvero finita: la Novese Calcio non esiste più
Dopo le mancate presentazioni in Coppa Italia e nelle prime due di di campionato, i biancocelesti non si sono fatti vedere neppure domenica 18 con l'Albese. Così, regolamento alla mano, la Novese sarà esclusa da ogni campionato per non essersi presentata per tre volte di fila a una partita di campionato
Dopo le mancate presentazioni in Coppa Italia e nelle prime due di di campionato, i biancocelesti non si sono fatti vedere neppure domenica 18 con l'Albese. Così, regolamento alla mano, la Novese sarà esclusa da ogni campionato per non essersi presentata per tre volte di fila a una partita di campionato
NOVI LIGURE – La parola fine l’hanno messa i padroni del club con l’ennesimo comunicato stampa in cui hanno preannunciato che la Novese non si presenterà domani sera, giovedì 22, a Tortona per l’infrasettimanale di campionato. Per Retucci e soci una rinuncia, per la realtà dei fatti, un tentativo maldestro di uscire di scena accusando della fine del sodalizio un po’ tutti, dal primo cittadino a personali locali definiti ambigui ma senza farne il nome che agirebbero per proprio interesse. Pronta la risposta del sindaco di Novi Rocchino Muliere che ha definito i proprietari “Avventurieri di cui la città avrebbe fatto volentieri a meno”. Una cronaca di una morte annunciata se è vero che, interpellato via messaggio sms, Gaetano Battiloro ha ancora venerdì scorso confermato che sulla Novese calerà il sipario, attribuendo la responsabilità della vicenda al sindaco di Novi. Una motivazione che sa tanto di scaricabarile ma che non è corroborata dai fatti. Anche seguendo il filo del discorso la motivazione non sta in piedi. Mancava lo stadio ma la Novese non avrebbe pagato i canoni dovuti e soprattutto ha indicato alla federazione un campo alternativo, segno che era prevista una spesa per gli impianti nel budget. Il vero problema è che il budget era pari a zero se è vero che la squadra non è stata allestita, si è giudicata onerosa la proposta dei fratelli Artioli e si è raccontato per metà agosto che la Novese sarebbe stata presente alla prima di campionato. Una triste fine ma annunciata dai fatti.
Ora che il suo nome è stato consegnato alla storia (sportiva) del pallone non resta che attendere il 28 settembre per seguire i poco avvincenti sviluppi (non se ne abbiamo a male i legulei) dell’istanza di fallimento. A mente e a “cadavere” sportivo caldo, l’impressione è che sono pochi quelli che da questa vicenda ne escono a testa alta e schiena dritta. Certamente tutti quei dirigenti e addetti ai lavori che si sono fatti da parte col cambio di proprietà o a inizio 2016: loro hanno mantenuto la dignità di poter raccontare di avere fatto del bene al club. Sicuramente i tifosi, che in questi mesi seguivano prima con apprensione poi con rabbia e infine con rassegnazione le vicende del loro club. E gli altri? Ognuno è libero di giudicare responsabilità (morali ovviamente) di chi è stato coinvolto nella pagina più brutta (purtroppo l’ultima) della Novese. Non sta a chi scrive ergersi sul pulpito ma semplicemente raccontare fatti. Un compito però che a volte è più impietoso di quello dell’opinionista perché basta mettere in fila ogni settimana dall’ottobre dell’anno passato per poter scrivere su un’ipotetica lavagna i nomi dei buoni e dei cattivi. Il gessetto però lo lasciamo in mano ai lettori con una postilla. In generale Novi Ligure non ci ha fatto una bella figura, dall’inizio alla fine della vicenda. Clamoroso il flop di giugno quando non si è riusciti, nonostante il sostegno “morale” del Sindaco , a racimolare un cifra non eclatante per creare un team da iscrivere in prima categoria. Insomma, come minimo si è perso un anno, ammesso e non concesso che Novi voglia una squadra che possa definirsi degna erede della Novese.