“Mercoledì”, opera prima per Viviana Albanese
Viviana Albanese, cresciuta a Serravalle Scrivia poi stabilitasi a Stazzano, ha fatto il grande passo nelleditoria, dando alle stampe il suo primo romanzo ufficiale, Mercoledì, edito da Puntoacapo, che lautrice presenterà alla biblioteca di Serravalle, introdotta da Mauro Ferrari
Viviana Albanese, cresciuta a Serravalle Scrivia poi stabilitasi a Stazzano, ha fatto il ?grande passo? nell?editoria, dando alle stampe il suo primo romanzo ufficiale, ?Mercoledì?, edito da Puntoacapo, che l?autrice presenterà alla biblioteca di Serravalle, introdotta da Mauro Ferrari
SERRAVALLE SCRIVIA – Viviana Albanese, cresciuta a Serravalle Scrivia poi stabilitasi a Stazzano, ha fatto il “grande passo” nell’editoria, dando alle stampe il suo primo romanzo ufficiale, “Mercoledì”, edito da Puntoacapo, che l’autrice presenterà alla biblioteca di Serravalle venerdì 23 settembre alle 21.00, introdotta da Mauro Ferrari.Albanese è spinta dalla passione: “ho sempre avuto bisogno di scrivere, di inventare storie, fin dalle elementari. Prima di questo libro ci sono state due autopubblicazioni”.
“Mercoledì” racconta la relazione dolceamara tra Margherita, commessa laureata di Genova trasferitasi a Stazzano, e Martin, un rappresentante del Trentino Alto Adige, due mondi opposti che si attraggono e respingono al contempo, un incontro/scontro che scombussola le loro vite.
Il romanzo nasce proprio dal contrasto: “la storia ha avuto origine dall’idea di due personaggi provenienti da realtà diverse, inventati ma con i quali ci si identifica facilmente. Quando scrivo non seguo uno schema, è il carattere dei personaggi che crea mano a mano la storia e aiuta l’immedesimazione. La vicenda è ambientata nella nostra zona, mi piace fissare le storie a un territorio preciso, che si vive, con riferimenti a luoghi conosciuti”.
Il racconto, ambientato nel 2010, è ancora attuale: “la precarietà del lavoro, gli orari impossibili, gli scarsi stipendi, si riflettono sulla precarietà delle relazioni, sulla difficoltà di coltivarle. “La Marghe” è solitaria, soggiogata dalla sua routine, non vuole lasciarsi andare; Martin rappresenta la paura del cambiamento: è l’unico personaggio che viene da fuori, che le scombina la vita. Lui è molto sicuro di sé, lei è piena di dubbi. La scelta di Margherita di vivere a Stazzano è legata alla nonna, la vita di paese porta al “si è sempre fatto così, perché cambiare”. Il mutamento provoca rischio: anche se il lavoro non la valorizza, è più forte la paura dell’ignoto e di non trovare un altro impiego. E proprio il lavoro è tema di conflitto con Martin. Anche le esperienze di vita sono fondamentali per la formazione del carattere, del modo di pensare e di relazionarsi”.
Albanese trova difficile abbandonare i suoi personaggi: “la fase creativa è la più bella, una volta stampato il libro è finito, non si può più cambiare. La scrittura è uno sfogo, ma il momento di riflessione che viene dopo è importante. Il finale è stato molto sofferto, con l’ultimo capitolo aggiunto in seguito. Provo malinconia per la fine di una storia, per i suoi personaggi, fatico a lasciarli andare. Per questo alcuni di loro ricompariranno nei miei nuovi lavori”.
“Mercoledì”, titolo che viene compreso durante la lettura, è scritto con uno stile diretto, legato alla nostra quotidianità – come l’utilizzo dell’articolo davanti al nome – e ciò rende il tutto più realistico, più spontaneo, porta a riflettere e tiene viva l’attenzione, come i twist della trama e la dinamicità del racconto.
Se si dovesse trovare una “morale” per questo romanzo, sarebbe “non fossilizzarsi troppo sulle proprie vite e non aver paura del cambiamento. Il rischio può portare positività”.