Droga e adolescenti, binomio pericoloso e con molti rischi
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Daria Ubaldeschi - redazione@ilnovese.info  
9 Ottobre 2016
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Droga e adolescenti, binomio pericoloso e con molti rischi

Molti ragazzi sperimentano almeno una volta nella vita l’utilizzo di sostanze stupefacenti. Ma ciascuno reagirà in modo diverso a questo “incontro” e differenti saranno le conseguenze sul piano mentale, fisico e sociale

Molti ragazzi sperimentano almeno una volta nella vita l?utilizzo di sostanze stupefacenti. Ma ciascuno reagirà in modo diverso a questo ?incontro? e differenti saranno le conseguenze sul piano mentale, fisico e sociale

SOCIETÀ – L’episodio del fermo davanti a scuola di un ragazzo in possesso di un’ingente quantità di marijuana ha riacceso in molti, nei genitori soprattutto, la paura per il fenomeno dell’uso di droga, la cui diffusione trova un terreno particolarmente fertile negli adolescenti.
Per cominciare vale forse la pena fare un po’ di chiarezza su ciò che dovremmo considerare droga. Secondo la definizione scientifica, è droga tutto ciò che agisce sul nostro sistema nervoso e ha un elevato potere di indurre dipendenza (fisica e/o psichica), ossia quello stato per cui dalla sensazione di sentirsi meglio con quella sostanza, si passa alla fase in cui non si riesce più a stare senza, ad esempio, fumarsi una canna, per restare sull’episodio da cui prendiamo spunto.
Secondo questa definizione, allora, sono droghe la marijuana, la cocaina, ma anche nicotina e alcol, con la differenza che le ultime due sono legali e normate dallo stato, pur essendo anche quelle che hanno un’alta capacità di indurre dipendenza, anche superiore a molte illegali.

Tutti siamo a rischio, i nostri adolescenti soprattutto, poiché fa parte delle caratteristiche di questa età ricercare la trasgressione e mettere alla prova i propri limiti. Oppure diventa un modo per non sentire un malessere, per darsi un’identità o, al contrario, tenersi fuori, assumere una posizione di protesta in un contesto sociale, quello odierno, che non sembra più in grado di dare uno scenario solido e affidabile alla progettualità dei ragazzi che, quindi, tenderebbero a vivere il momento presente, forti di quel vissuto di sentirsi onnipotenti che è un’altra caratteristica di questa età.
Ma cosa spinge un giovane a decidere di provare l’esperienza, addirittura a dedicarsi a un mercato illegale delle sostanze? E quali conseguenze potrebbe avere sul piano fisico, mentale, sociale? Tematiche sulle quali vale certamente la pensa confrontarsi, ma a partire da una premessa imprescindibile, ossia il fatto che “io non so quella sostanza che effetto avrà su di me”. Per quanto sia informato su effetti e rischi, non posso sapere come quella sostanza agirà all’interno del mio sistema mente-corpo.

Perché è una conseguenza multifattoriale, che dipende dalle mie caratteristiche di personalità, da come mi sento in quel momento, dal legame causa-effetto unico e irripetibile che si crea dall’incontro con quella determinata droga in quel particolare momento di vita che sto attraversando. E poi la quantità, il tempo di abuso e le capacità individuali di affrontare i fattori stressanti, capacità che a loro volta dipendono sia da componenti genetiche che ambientali. Un punto di partenza fondamentale, questo, per comprendere e affrontare il fenomeno dell’uso, abuso e dipendenza da droghe.
Non sono i problemi della vita a portare una persona a fare delle scelte, infatti, ma la complessa relazione tra eventi di vita, capacità personali, rete di sostegno, traumi passati, storia familiare, possibilità e disponibilità a parlarne, motivazione, capacità di reggere il conflitto a determinare come il giovane affronterà i compiti fondamentali della crescita. E la sperimentazione di sostanze, intesa come evento isolato e unico, è purtroppo da mettere in conto per ogni adolescente.

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