“Mille papaveri rossi”: la nuova via aperta dagli alpinisti novesi
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Marzia Persi - m.persi@ilnovese.info  
9 Ottobre 2016
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“Mille papaveri rossi”: la nuova via aperta dagli alpinisti novesi

Gianni Ghiglione, accandemico del Cai con altri tre scalatori novesi, questa volta, è andato in Kirghizistan. Il nuovo percorso è stato aperto sullo Small Asan, 4000 metri metri di quota. L'itinerario è di circa 400 metri

Gianni Ghiglione, accandemico del Cai con altri tre scalatori novesi, questa volta, è andato in Kirghizistan. Il nuovo percorso è stato aperto sullo Small Asan, 4000 metri metri di quota. L'itinerario è di circa 400 metri

NOVI LIGURE – “Mille papaveri rossi”, le parole della nota canzone di Fabrizio De Andrè sono la giusta conclusione della spedizione in Kirghizistan di Gianni Ghiglione, accademico del Cai e dei suoi compagni Marina Giordano, Roberto Romano e Gianfranco Patrucco alla volta del Kirghizistan.

I

quattro sono arrivati il 30 luglio scorso e il giorno seguente si sono avviati con l’ausilio di sette asini e due cavalli percorrendo prima di giungere al campo base 40 chilometri, in un’area completamente disabitata e dopo aver costruito due ponti con dei tronchi. Dopo tre giorni il gruppo è all’ingresso della Kara Su Valley.

“Tutto intorno a noi- dice Ghiglione- granito a gogo. Sullo sfondo il Piramidalny (5509 m.), massima elevazione della regione del Karavshin”.

L’attenzione degli alpinisti novesi cade sulla valle del Kara Su, quasi sconosciuta. “A parte la via classica- continua Ghiglione- sulla Yellow Wall, la maggior parte delle sue pareti è nota solo ad un ristretto pubblico di russi che partecipano ai campionati alpinistici. Noi siamo la quarta compagine italiana a recarci in zona dal 1900 ad oggi.” Aggiunge Ghiglione: “Precedentemente queste montagne erano vietate alla frequentazione. Le pochissime relazioni su questo luogo sono in cirillico. Non sapevamo cosa fare, avevamo le idee un po’ confuse ma ci sono venuti in aiuto tre polacchi che ci sconsigliano alcune pareti”.

Dopo l’allestimento del campo base gli alpinisti sono passati sulla sinistra orografica della valle “per prendere visione delle imponenti pareti e quindi individuare quella che faceva al caso nostro”. La scelta è caduta sullo Small Asan: fratello minore dell’Ansan, con i suoi 4000 metri di quota offre una interessante parete di circa 600 metri sulla quale sembra esistere un solo itinerario all’estrema sinistra. “Durante la nostra permanenza – prosegue Ghiglione- siamo riusciti ad aprire un magnifico itinerario di circa 400 metri, difficile e complesso, ostacolati da tre nevicate e da alcuni problemi di salute da parte di alcuni di noi” . La spedizione ha avuto termine il 20 agosto sulle note di Fabrizio De Andrè.

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