Volley senza sponsor. “Ma siamo una società sana e senza debiti”
Lesordio della prima squadra è in programma sabato sera ma per la Novi Pallavolo lorgoglio è di riuscire a tirare avanti la baracca in autogestione
L?esordio della prima squadra è in programma sabato sera ma per la Novi Pallavolo l?orgoglio è di riuscire a ?tirare avanti la baracca? in autogestione
NOVI LIGURE – L’esordio della prima squadra è in programma sabato sera ma per la Novi Pallavolo l’orgoglio è di riuscire a “tirare avanti la baracca” in autogestione. L’uscita di scena dello sponsor storico ha lasciato un bel vuoto ma la dirigenza biancoblù ha fatto di necessità virtù con un bilancio ridotto all’osso, una squadra interamente costruita con ragazzi del vivaio, ma soprattutto la perseveranza che da oltre 20 anni fa del vivaio il punto di forza di una società sana, senza debiti. Lo sottolinea Grazia Ponasso, presidente del club: “Quest’anno abbiamo un minivolley che ha avvicinato a questo sport quasi 20 bambini, merito degli educatori che poi non sono altro che molti giocatori della prima squadra: prima di essere allenatori sono bravi ragazzi che sanno inculcare i valori dello sport alle nuove leve”.
Proprio l’idea di un volley a chilometro zero è alla base dell’iniziativa che la Novi Pallavolo maschile ha preparato per l’anno scolastico appena iniziato, come spiega ancora Ponassi: “Il nostro palleggiatore Luca Corrozzatto girerà le scuole di Novi per far conoscere il nostro sport, un’iniziativa a costo zero per le scuole”. Insomma, un mare di idee (come quella di intrattenere i più piccoli in palestra per permettere ai genitori di raggiungerli senza fretta) propedeutiche alla prosecuzione di una storia che guarda ai 50 anni.
L’unico neo quella maglia bianca, senza sponsor, della prima squadra. “Giochiamo in un campionato nazionale e non abbiamo debiti. Fa male però vedere che a Novi non ci sia un’azienda in grado di investire poche migliaia di euro per una squadra espressione del suo territorio. I dirigenti non sono imprenditori ma professori, impiegati, genitori dei ragazzi”, spiega amareggiata ancora Ponasso che ricorda come il budget sia estremamente limitato e con poche migliaia di euro (poco più di 10 mila) si potrebbe per l’ennesima stagione chiudere il bilancio in pareggio. Imprenditori, fatevi avanti.