Aldo Mondino: postmoderno e molto altro
A Genova una grande mostra dellartista vissuto ad Altavilla Monferrato uno dei protagonisti dellarte del secondo 900 italiano, che ha attraversato e interpretato con il suo segno/gesto inconfondibile, affacciandosi anche sul terzo millennio con immutato spirito critico e rinnovata ironia
A Genova una grande mostra dellartista vissuto ad Altavilla Monferrato uno dei protagonisti dellarte del secondo 900 italiano, che ha attraversato e interpretato con il suo segno/gesto inconfondibile, affacciandosi anche sul terzo millennio con immutato spirito critico e rinnovata ironia
OPINIONI – “Domina l’onda”. È uno dei non so quanti anagrammi possibili del nome Aldo Mondino. Ma non potrebbe essercene uno più calzante per l’artista torinese al quale, a undici anni dalla scomparsa, il Museo di Villa Croce di Genova, in collaborazione con l’Archivio Aldo Mondino e Palazzo della Meridiana, dedica una grande mostra “Aldo Mondino. Moderno, Postmoderno, Contemporaneo”. Dal 1986 fino alla fine Mondino ha avuto casa ad Altavilla Monferrato; a Casale e alla Comunità ebraica di Casale l’artista era molto legato in considerazione del fatto che sua madre, Emma Bachi Segre era casalese (di rito sefardita) nipote di rabbino. Alessandria e Casale gli hanno dedicato una grande mostra nel 2008 con oltre cento opere a Palazzo del Monferrato. La rassegna genovese, a cura di Ilaria Bonacossa, si articola in due sedi, e presenta la produzione pittorica, scultorea e ambientale di quarant’anni di ricerche che per le loro qualità formali e concettuali sembrano frutto di molteplici personalità artistiche. Postmoderno quindi, nel senso più ludico e giocoso non tanto – e non solo – di spodestamento del moderno, ma dell’avvento del “bricolage” e del sincretismo, per di più con una fortissima centralità attribuita alla parola nel suo valore di significante e di significato intrecciati e contaminati.
Aldo Mondino è stato uno dei protagonisti dell’arte del secondo ‘900 italiano, che ha attraversato e interpretato con il suo segno/gesto inconfondibile, affacciandosi anche sul terzo millennio con immutato spirito critico e rinnovata ironia. Il termine eclettismo con cui viene spesso rubricata l’intero arco del suo lavoro fa perno, riduttivamente, sulle tecniche molteplici e sugli innumerevoli e inconsueti materiali da lui impiegati, ma non dice che un aspetto del suo interessantissimo lavoro e della sua personalità da ricondurre, a ben vedere, a una ricerca sul rapporto tra lingua e linguaggi, a una sperimentazione volta a far coincidere, e anzi a far vibrare, nel prodotto finale l’idea, scaturita nel magico momento dell’intuizione iniziale.

Il Museo di Villa Croce presenta la prima produzione di Aldo Mondino concentrandosi sulle straordinarie installazioni ambientali dell’artista, sulle opere di matrice Pop (presentati alla Biennale di Venezia del 1964) e sui lavori creati con il cioccolato e le caramelle in risposta alle ricerche dell’Arte Povera. Palazzo della Meridiana, invece, presenta importanti cicli pittorici legati alla sua fase più matura, opere nate dai suoi viaggi nel bacino del Mediterraneo, opere come i “dervisci” che, catturati nel loro roteare mistico, gli valsero numerosi riconoscimenti e un padiglione monografico alla Biennale di Venezia del 1993. La mostra, inoltre si arricchisce di sei interventi monumentali installati in alcune delle più importanti istituzioni museali genovesi: la Casa di Colombo, Palazzo Ducale, i saloni da ballo dei Palazzi di Strada Nuova; le terrazze di Palazzo Reale, le sale dell’Acquario, fino all’atrio liberty di Palazzo della Meridiana.

Le sue opere appartengono alle collezioni permanenti di molti musei italiani e internazionali, oltre ad arricchire numerose collezioni private.
La mostra di Genova resterà aperta fino al 27 novembre. Qui tutte le informazioni