Gavazzana resta senza sindaco. Sasso: “un atto di coerenza”
Il sindaco Claudio Sasso ha mantenuto fede alla promessa e ha rassegnato le dimissioni, a seguito del voto contrario all'unione con Cassano Spinola espresso dai cittadini. Tra venti giorni il Prefetto nominerà un commissario. "Io non sono più in grado di andare avanti", ha detto
Il sindaco Claudio Sasso ha mantenuto fede alla promessa e ha rassegnato le dimissioni, a seguito del voto contrario all'unione con Cassano Spinola espresso dai cittadini. Tra venti giorni il Prefetto nominerà un commissario. "Io non sono più in grado di andare avanti", ha detto
GAVAZZANA – Un atto di coerenza, con quanto annunciato. Si è dimesso dalla carica di sindaco Claudio Sasso, primo cittadino del comune di Gavazzana, nonostante il “dispiacere” espresso dal consiglio comunale, messo a verbale. Le dimissioni sono la conseguenza del voto contrario all’unione con il comune di Cassano Spinola, raccolto al referendum consultivo che si è svolto il 6 novembre. “È per me questa un’amara sconfitta che mi rende impossibile continuare a svolgere con serenità la funzione di sindaco”, ha detto in aula Sasso.
La delibera che ha dato avvio al processo di unione, bocciato dal referendum, era stata approvata dal consiglio nel luglio del 2015 con un solo astenuto ed un assente. Regione e Provincia avevano dato il via libera, ma c’era da passare l’ostacolo del referendum popolare. A Gavazzana gli aventi diritto erano 157: 91 hanno detto no, solo 24 si sono spressi per il si, che invece ha “stravinto” a Cassano. Ma per celebrare il matrimonio occorreva il consenso di entrambi.
“Con la proposta di fusione eravamo convinti di poter fornire a Gavazzana e ai gavazzanesi un’importante opportunità di valorizzazione e di sviluppo del territorio, di poter offrire l’occasione di governare i due Comuni con un’unica e più moderna amministrazione, con prospettive lungimiranti di risparmio e di efficienza, di rinascita economica e sociale; tutto ciò in alternativa a scenari di sopravvivenza con tasse che saranno, inevitabilmente, più gravose e con sempre meno servizi. – dice ancora Sasso – E non solo! Avremmo anche avuto a disposizione importanti incentivi economici da investire per dieci anni sul centro storico, sulla viabilità, sui trasporti, in generale, su “Gavazzana”, per renderla ancora più bella e vivibile. Eravamo giunti a questa determinazione non perché improvvisamente impazziti ma a seguito di un’attenta analisi della situazione che vede il nostro piccolo Comune in condizioni di oggettiva inadeguatezza e non più in grado di affrontare la sempre maggiore complessità dell’amministrazione pubblica, senza più soldi, senza più alcuna aspettativa di sviluppo”. 
“Non potevamo accettare l’atteggiamento arrogante del comune di Cassano Spinola che non era disposto a discutere sul cambio del nome del nuovo comune che ne sarebbe nato dall’unione”, ha spiegato Gian Franco Vaccari, uno dei contrari, assente al voto del 25 luglio.
Vaccari ha provato a convincere il sindaco dimissionario che il voto popolare “non è un voto contrario alla tua persona”. E’ arrivato l’invito a ripensarci. Sasso è stato coerentemente irremovibile. “Non sono in grado di andare avanti con serenità. Mi auguro che ci riuscirà chi verrà dopo di me. Da parte mia non gli farà mancare il mio appoggio”.
Decorsi 20 giorni dalla data delle dimissioni il Prefetto dovrà nominare un commissario, fino a nuove elezioni, che saranno indette alla prima tornata elettorale utile.