Flavio Repetto cittadino onorario, la cerimonia
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Marzia Persi - m.persi@ilnovese.info  
9 Dicembre 2016
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Flavio Repetto cittadino onorario, la cerimonia

“La Novi è un’azienda cara a tutti i novesi e il lavoro svolto dal Cavalier Repetto in questi anni è davvero encomiabile, non solo dal punto di vista imprenditoriale", sottolinea il sindaco Rocchino Muliere. Domani la cerimonia in municipio

?La Novi è un?azienda cara a tutti i novesi e il lavoro svolto dal Cavalier Repetto in questi anni è davvero encomiabile, non solo dal punto di vista imprenditoriale", sottolinea il sindaco Rocchino Muliere. Domani la cerimonia in municipio

NOVI LIGURE – Sabato mattina, alle 10, si riunirà il consiglio comunale per conferire la cittadinanza onoraria al Cavaliere del Lavoro, Flavio Repetto, patron della Elah, Dufour Novi.

Il sindaco Rocchino Muliere così spiega la motivazioni che hanno portato l’assise pubblica a dare il via al conferimento: “La Novi è un’azienda cara a tutti i novesi e il lavoro svolto dal Cavalier Repetto in questi anni è davvero encomiabile, non solo dal punto di vista imprenditoriale. Vorrei sottolineare, infatti, l’attenzione che il Cavaliere ha sempre rivolto verso le attività sportive e culturali della città e la sua lungimiranza nella valorizzazione delle eccellenze agroalimentari del territorio per far crescere il marchio Novi in tutta Italia e all’estero”.

Il Cavalier Repetto è un imprenditore “vecchio stampo”: serio, capace e con una mente lungimirante che ha portato l’industria dolciaria novese ai vertici del mercato. Originario di Lerma, Repetto (classe 1931) inizia la sua attività lavorativa giovanissimo. E’ il lontano 1982 l’anno in cui il Cavaliere decide, insieme al figlio Guido, di investire nel settore dolciario acquistando i marchi storici di Elah e Dufuor con il vecchio stabilimento di Pegli.

Nel 1985 Repetto ingloba nel gruppo la Novi, allora in piena crisi. Fra il 1991 e il 1993 la fabbrica di frazione Barbellotta viene ampliata e dotata di nuovi impianti. Lo stabilimento novese oggi si estende su un’area di 120.000 metri quadrati, dei quali 40.000 coperti dai reparti di produzione. La Novi oggi è in grado di controllare l’intero ciclo produttivo e, quindi, di garantire al consumatore l’alta qualità dei prodotti, a partire dalle materie prime.

Nel libro “Novi, storia di una impresa incominciata nel 1903” il Cavalier Repetto sottolinea: “la filosofia del nostro gruppo è profondamente legata alla tradizione dei nostri marchi. Siamo conservatori nei confronti del cibo che produciamo e pensiamo sia giusto esserlo, perché crediamo nei prodotti semplici, realizzati con poche e selezionate materie prime nobili, prodotti sicuri, di alta qualità che hanno cresciuto generazioni di italiani”.

E la difesa di un prodotto sì industriale ma profondamente artigianale nella concezione della sua natura propria si è rivelata, qualche anno fa, quando il cavalier Repetto ha combattuto da vero “re della foresta” quando era stato avanzato l’arrivo in città della Maruzzella che avrebbe acquistato uno stabilimento , a pochissima distanza dalla Novi, per produrre tonno e merluzzo in scatola. Repetto ha difeso l’azienda con grande determinazione spiegando i pericoli che si sarebbero presentati qualora una fabbrica di lavorazione del pesce fosse vicina ad una che produce cioccolato. Come è andata ormai è storia.

Tornando alle materie prime, fra queste vi è la nocciola “tonda e gentile” del Piemonte. In tempi non sospetti, durante un convegno in biblioteca, Repetto ha lanciato la sfida: implementare anche nell’alessandrino la produzione di “tonda e gentile”, così che la Novi potesse avere nocciole di alta qualità a chilometri zero. In breve si sono moltiplicate , a partire dalla zona dell’acquese, i noccioleti. Ma il Cavaliere , oltre ad essere capace nella ricerca delle materie prime e nel controllare accuratamente la produzione, è anche pronto a “sfruttare” la potenza del messaggio pubblicitario. Chi non conosce lo spot “Svizzero? No, Novi!” che ha conquistato gli italiani e ha portato, oltre confine, il marchio novese, dando così contestualmente una visibilità internazionale alla città tutta. Novi, forse, avrebbe dovuto conferire la cittadinanza onoraria al Cavalier Repetto già qualche anno fa, ma, come si suol dire “meglio tardi che mai”. L’auspicio è che altri imprenditori del territorio seguano l’esempio del Cavaliere che ha dimostrato, nonostante le avversità economiche che si sono succeduto negli anni, che si può lavorare senza timori quando le parole d’ordine sono: onestà, rigore , capacità imprenditoriale, amore per il proprio lavoro e rispetto del lavoro degli altri. Sempre il Cavalier Repetto ha sottolineato l’importanza del lavoro di tutti, solo così si cresce e si affrontano le sfide.

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