Gennaro Fusco e la collezione su Romualdo Marenco
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Marzia Persi - m.persi@ilnovese.info  
31 Dicembre 2016
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Gennaro Fusco e la collezione su Romualdo Marenco

C’è un collezionista, amante della figura di Marenco che ci aiuta a capire meglio quale è stato il percorso artistico del compositore novese. Si tratta di Gennaro Fusco, editore, che da una quindicina d’anni raccoglie materiale relativo alla carriera di Marenco

C?è un collezionista, amante della figura di Marenco che ci aiuta a capire meglio quale è stato il percorso artistico del compositore novese. Si tratta di Gennaro Fusco, editore, che da una quindicina d?anni raccoglie materiale relativo alla carriera di Marenco

NOVI LIGURE – Nel 1978 Carla Fracci, prima ballerina del teatro La Scala di Milano, fece una interpretazione memorabile del Ballo Excelsior di Romualdo Marenco. Quella edizione del ballo è certamente rimasta nella storia del balletto italiano e, soprattutto, nella mente e nel cuore dei novesi. La popolarità del Ballo Excelsior ha travalicato i confini, è conosciuto in tutto il mondo, ma , in città, forse , si conosce un po’ troppo poco la figura di questo musicista, autodidatta, che ha raggiunto il successo grazie alle sue capacità artistiche. E’ stato primo violino a La Scala e compositore di balletti, genere molto in voga, nella seconda metà dell’Ottocento. Franco Faccio, direttore d’orchestra a la Scala, teneva in molta considerazione il musicista novese, ne è la prova il fatto che Marenco era il direttore dei balli a Milano.

C’è, però, un collezionista , amante della figura di Marenco che ci aiuta a capire meglio quale è stato il percorso artistico del compositore novese. Si tratta di Gennaro Fusco, editore, che da una quindicina d’anni raccoglie materiale relativo alla carriera di Marenco. “La mia passione per Marenco nasce circa quindici anni fa quando ero giornalista. Allora mi resi conto che Coppi e Girardengo avevano una certa visibilità e Novi si è sempre un po’ identificata nei confronti di questi due grandi campioni del ciclismo, ma Marenco, musicista di caratura mondiale, non veniva minimamente considerato. Dei due ciclisti si sa praticamente tutto, di Marenco, invece, assai poco. Non c’era una ricerca esaustiva su questo artista”.

Aggiunge Fusco: “Io sono amante della storia e, così, ho iniziato a cercare documenti inerenti al Ballo Excelsior, opera sulla quale, per altro , si trova parecchio materiale. Poi ho iniziato a raccogliere altro. Ho ricostruito il tour in America dell’Excelsior del quale si sapeva poco o nulla”. Fusco sottolinea, che, purtroppo, ben poco si sa dell’impatto sociale delle opere del compositore novese “addirittura fu spiato- racconta Fusco- dalla polizia Svizzera. Ho consultato dei documenti Oltr’Alpe che dimostrano l’attenzione che c’era su questo personaggio, molto complesso e impegnato socialmente. Ecco perché ritengo che sarebbe opportuno un approfondimento su questa figura. Certamente bisogna dire che Marenco è un personaggio strettamente legato alla sua epoca, la Belle Epoque, quindi, per forza di cose va contestualizzato. Si tratta di un periodo relativamente tranquillo per l’ Italia”.

Marenco è stato anche uno strenuo difensore del diritto d’autore. “Fu – dice Fusco- un “rompiscatole” dell’editoria musicale. Allora era tutto in mano alla famiglia Ricordi che gli impedì di avere un vero riconoscimento del suo lavoro. Purtroppo, però, allora non potevi lavorare se non con Ricordi. Marenco è stato uno dei fondatori della Sia (società italiana autori) poi diventata Siae. Fu anche precursore delle attuali cooperative. “ Fra i cimeli e i documenti in possesso da Gennaro Fusco, circa un centinaio di pezzi, si trovano libretti di sala, giornali dell’epoca, dischi e cilindri di cera e spartiti che il collezionista novese ha recuperato in tutto il mondo. Ci sono anche alcune vere e proprie chicche come il libretto del 1871 (di questo libretto esistono solo due esemplari uno è conservato presso la biblioteca di Padova e l’altro a Novi), poi l’altro libretto de “Il proscritto fiammingo”, riviste del 1872 dove sono riportati brani di Marenco che non si trovano altrove. “Fra i vari pezzi possiedo anche – continua Fusco- la rivista “Palestra musicale”, in un numero vi è la “Marcia Religiosa” e una pubblicazione che corrobora l’amicizia fra Marenco e Amilcare Ponchielli , su un giornale musicale sono riportate poesie satiriche dei due musicisti”

Novi , ormai da diversi anni, dedica a Marenco un festival, ma, secondo la tua conoscenza di questo artista, cosa si potrebbe organizzare e fare per dare più risalto al compositore novese?
“La figura di Marenco è assai complessa pertanto c’è la possibilità di fare una proposta di musiche marchiane , certo meno note dell’Excelsior, che possono fornire un’idea più completa del musicista e dell’uomo Marenco. Secondo me si possono unire le forze coristiche e musicali per offrire un repertorio di Marenco che altrimenti non verrebbe reso noto al pubblico. Io sono disponibile a mettere a disposizione la mia collezione e la mia conoscenza sul compositore novese. Secondo me, bisognerebbe anche coinvolgere le scuole di ogni ordine e grado della città”.

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