Unioni civili, Monica e Valentina hanno pronunciato il loro sì a Novi
Lo scorso 17 dicembre il sindaco di Novi Ligure Rocchino Muliere ha unito in matrimonio Monica e Valentina. La loro è stata la prima unione civile celebrata in città
Lo scorso 17 dicembre il sindaco di Novi Ligure Rocchino Muliere ha unito in matrimonio Monica e Valentina. La loro è stata la prima unione civile celebrata in città
NOVI LIGURE – “Eros mi ha squassato il cuore, come vento che sul monte s’abbatte sulle querce”. Così scriveva Saffo, la poetessa greca nata a Mitilene nell’isola di Lesbo. Nei suoi frammenti ricorrono nomi di donne, giovani amiche. La voglia di dire al mondo i propri sentimenti , senza ostacoli, senza frontiere, è assai antica. Saffo è veramente, come fu detta, la poetessa dell’amore e della bellezza. Il cuore umano e la natura sono il campo delle sue esperienze. E ancora oggi le sue parole accarezzano il cuore e fanno riflettere su cosa significhi amare.
Dall’antica Grecia ad oggi sono trascorsi secoli ma il sentimento rimane intatto. Tante le battaglie combattute e affrontate con difficoltà e contrasti, talvolta, anche feroci. Per l’Italia la svolta è arrivata l’11 maggio 2016 quando è stata approvata la legge sulla regolamentazione delle unioni tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze.
Questa norma, detta Legge Cirinnà, dal nome della parlamentare Pd Monica Cirinnà, prima firmataria, ha regolarizzato anche di fronte alla legge l’amore fra persone dello stesso sesso. Novi, proprio a fine 2016, quindi pochi mesi dopo l’ok del Parlamento, è stata la cornice del primo matrimonio omosessuale in città. Ad unirsi, a Palazzo Pallavicini, di fronte al sindaco Rocchino Muliere, sono state Valentina Randisi e Monica Dimasi, entrambe ventinovenni. L’amore tra queste due ragazze è sbocciato il 15 gennaio 2016, non appena la legge sulle unioni civili è stata approvata , hanno deciso di sposarsi.
La loro unione nasce come le più classiche storie d’amore: Valentina e Monica si trovavano reciprocamente un po’ antipatiche, due caratteri opposti, ma si sa, gli opposti si attraggono e così è stato. “La nostra unione – dicono Valentina e Monica- è stata accettata da tutte le persone che ci circondano. Il nostro matrimonio non ha suscitato reazioni ostili, anzi”. Il più emozionato sabato 17 dicembre, era il sindaco Muliere che “ci ha fatto sentire a nostro agio, è stata una cerimonia – sottolineano Monica e Valentina- bellissima. Non potevamo sperare di meglio”.

E a vedere queste due ragazze si intuisce immediatamente che il loro sentimento è profondo e sincero , vissuto con grande solarità, senza eccessi perché è l’amore che deve vincere su tutto. Benchè Valentina e Monica non siano mai state attiviste politiche riconoscono a Monica Cirinnà il suo grande impegno civile “è una persona molto sensibile ed intelligente, ha saputo affrontare la questione – sottolineano le due ragazze- con grande determinazione. Dobbiamo certamente dire grazie a lei se oggi siamo sposate”.
Valentina, parlando del matrimonio, dichiara apertamente che “ero davvero emozionatissima, mi tremavano le gambe. Fino a poche ore prima della cerimonia non era tesa, poi, però… Quando siamo entrate nel salone del Comune tutto è passato, grazie anche al sindaco che ci ha messo subito a nostro agio”. E Valentina e Monica sono la prima coppia ad aver donato a Muliere la bomboniera, pensiero che ha commosso il primo cittadino. Dopo la cerimonia, come di prassi in ogni matrimonio, il rinfresco per una ventina di persone “lo abbiamo voluto fare in casa. “ Ancora una volta è la semplicità dei gesti, la loro spontaneità a colpire chi incontra queste due giovani donne che hanno trovato “la loro strada” insieme. Vivono la loro unione con grande dolcezza anche se non negano che “ a volte bisticciamo, come una qualsiasi coppia che vive insieme. Ma siamo unite , abbiamo gli stessi principi poi, certo, abbiamo caratteri differenti ma questo non ci impedisce di andare avanti“. L’affetto reciproco è il fondamento di questo matrimonio che oggi, in una cittadina di provincia come Novi, fa notizia, ma, sicuramente, fra qualche anno l’unione fra omosessuali non sarà più così “strana” , diventerà normale , non ci sarà più stupore, curiosità come è giusto quando due persone si vogliono bene, non deve fare notizia.
Ed è ancora Saffò a parlare d’amore perché oggi come ieri “Come uno degli Dei, felice/ chi a te vicino così dolce/ suono ascolta mentre tu parli/e ridi amorosa. Subito a me/ il cuore in petto s’agita sgomento/solo che appena ti veda, e la voce/ si perde sulla lingua inerte.// Rapido fuoco affiora alle mie membra,/ e ho buio negli occhi e il rombo/ del sangue nelle orecchie,/ E tutta in sudore e tremante/ come erba patita scoloro:/ e morte non sembra lontana/ a me rapita di mente”.