Stranieri in val Lemme, più che raddoppiati in pochi anni
Non passa giorno in cui non si parli di immigrazione e di integrazione degli stranieri. Ma quante sono le persone straniere che vivono nelle nostre città? Ecco i dati di Gavi, Bosio e Carrosio
Non passa giorno in cui non si parli di immigrazione e di integrazione degli stranieri. Ma quante sono le persone straniere che vivono nelle nostre città? Ecco i dati di Gavi, Bosio e Carrosio
VAL LEMME – Non passa giorno in cui non si parli di immigrazione e di integrazione degli stranieri. Ma quante sono le persone forestiere che vivono nelle nostre città? Escludendo ovviamente coloro i quali sono ospitati nei centri di accoglienza in attesa di documenti in qualità di richiedenti asilo, si scopre che in una decina di anni anche realtà piccole sono stato teatro di insediamenti stranieri di una certa rilevanza. Da qui la curiosità di vedere quanti sono gli extracomunitari e non che hanno scelto la Val Lemme come luogo di residenza. Partendo da Gavi, il capoluogo vallemmino, si evince, attraverso i dati raccolti da Ibs che, nel 2005, su una popolazione di 4.558 abitanti gli stranieri erano 169 (3,7%), in dieci anni sono aumentati visibilmente andando ad essere nel 2015, 343 su 4.614 residenti (7,4%).
L’anno che ha registrato una maggiore presenza di forestieri è stata il 2013 con 385 unità. La maggior parte proviene dalla Romania (165), seguiti da Albania (36), Ecuador (25), Ucraina (17) e India (16). Non mancano poi filippini, peruviani, bulgari, macedoni, marocchini ma in numeri molto inferiori.
A Carrosio gli extracomunitari sono il 15,5 % della popolazione. Infatti, a fine 2015, gli stranieri erano 79 su 510 residenti.
Come per Gavi si è assistito, fra il 2005 e il 2015, ad un sempre maggior numero di persone non italiane residenti nel piccolo centro collinare. Nel 2005 erano 36 su 475, come per Gavi gli anni di aumento di presenze sono stati il 2013 (82) e il 2014 (80) per una comunità di poco più di 500 anime. Gli stranieri maggiormente presenti a Carrosio sono ecuadoregni (22), indiani (21), romeni, moldavi, cileni, marocchini e nigeriani.
A Bosio il trend si ripete. Anche in questo caso si è passati da 37 unità nel 2005 a 141 nel 2015. Non di pari passo è cambiato il numero dei residenti bosiesi. Nel 2005, infatti, la popolazione era di 1.175 e nel 2015 di 1.227 con una incidenza estera pari all’11,5 %. Dal 2009 vi è stato un crescendo di presenze con un picco proprio due anni fa. In tutte e tre le realtà ciò che emerge è che non vi sono minorenni. La presenza di bambini o ragazzi si registra solamente , sia per Gavi, sia per Carrosio, sia per Bosio, fino al 2008/2009. Nel 2009 a Gavi i piccoli erano 59, a Bosio 19 e a Carrosio , nel 2008, 18.
Alcune di queste persone vengono impiegate nelle aziende agricole del novese, i dati fornitici dalla Cia, vedono una presenza di solamente 13 stranieri (7 extracomunitari e 6 comunitari) in agricoltura. Fra gli associati, invece, di Coldiretti il numero sale, si parla di 186 persone impiegate nel territorio novese.