“Lavoriamo 10 giorni al mese, interveniamo prima che sia tardi”
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Irene Navaro - redazione@alessandrianews.it  
1 Febbraio 2017
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“Lavoriamo 10 giorni al mese, interveniamo prima che sia tardi”

"Non vogliamo che Kme diventi un'altra Cementir". Chiedono fin da subito "attenzione delle istituzioni" sullo stabilimento di Serravalle Scrivia i sindacati che ieri hanno tenuto un'assemblea pubblica nei locali della Camera del Lavoro di Novi Ligure

"Non vogliamo che Kme diventi un'altra Cementir". Chiedono fin da subito "attenzione delle istituzioni" sullo stabilimento di Serravalle Scrivia i sindacati che ieri hanno tenuto un'assemblea pubblica nei locali della Camera del Lavoro di Novi Ligure

SERRAVALLE SCRIVIA – “Non vogliamo che Kme diventi un’altra Cementir”. Chiedono fin da subito “attenzione delle istituzioni” sullo stabilimento di Serravalle Scrivia i sindacati che ieri hanno tenuto un’assemblea pubblica nei locali della Camera del Lavoro di Novi Ligure.
“Lo stabilimento sta lavorando al 50% delle potenzialità. Prima che si debba parlare di licenziamenti, chiediamo un confronto con l’azienda”, dicono le Rsu Angelo Paternò, Fabio Arata, Massimiliano Santi Laurini, Claudio Buffa, Daniele Malvicini e Marco Fioretti.
A metà dicembre lo stabilimento, nel quale lavorano circa 400 persone, ha comunicato la chiusura anticipata per la consueta fermata a ridosso del Natale e la ripresa delle attività il 15 gennaio. “Al rientro alcuni lavoratori si sono sentiti dire che avrebbero dovuto stare nuovamente a casa”. In definitiva, “ad oggi è impegnato il 30% della forza lavoro, tutti gli altri sono a casa, usufruendo degli ammortizzatori sociali”. Si lavora “10, 12 giorni al mese, con conseguente taglio delle stipendio. Molti sono in difficoltà”, aggiungono. 
Alle Rsu l’azienda avrebbe spiegato che ci sono problemi di approvvigionamento delle materie prime, a causa della crisi del settore (nello stabilimento di Serravalle convivono due società dello stesso gruppo, Kme Bras, per la produzione di barre d’ottone e Copper Tubes nel settore dei tubi di rame). “Vorremo sapere se la concorrenza la subiamo solo, o se siamo anche noi “concorrenti” sul mercato”, dice Paternò.
L’azienda è stata oggetto di un cambiamento nell’assetto societario, con l’ingresso di nuovi soci. Lo scorso anno, dopo un lungo confronto sindacale, è stato firmato un accordo che durerà fino a settembre 2018 e che garantisce l’occupazione dell’attuale forza lavoro. “In qualche modo l’accordo sottoscritto ci rassicura -dicono le Rsu – ma chiediamo all’azienda l’apertura di un tavolo per discutere del futuro, prima che si debba arrivare a parlare di licenziamenti. Già troppi esempi sul territorio, come quello di Cementir, ci fanno dire che, per una volta, è meglio prevenire che tamponare”. Aggiungono: “anche nei tempi di crisi lo stabilimento ha dimostrato di sapere lavorare sulla qualità e con spirito di sacrificio. Le possibilità ci sono. Chiediamo l’attenzione delle istituzioni, prima che la situazione precipiti”.
(foto d’archivio)
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