Nessuna marcia indietro: i dipendenti della Rcci verso il trasferimento in Veneto
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
2 Febbraio 2017
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Nessuna marcia indietro: i dipendenti della Rcci verso il trasferimento in Veneto

La società è stata acquisita da un gruppo austriaco che ha deciso la chiusura della sede di Novi Ligure e il trasferimento dei 25 dipendenti in Veneto. A ottobre i lavoratori erano scesi in sciopero, ma l’azienda ha proseguito per la sua strada e alla fine di gennaio ha inaugurato la nuova sala operativa a Marghera

La società è stata acquisita da un gruppo austriaco che ha deciso la chiusura della sede di Novi Ligure e il trasferimento dei 25 dipendenti in Veneto. A ottobre i lavoratori erano scesi in sciopero, ma l?azienda ha proseguito per la sua strada e alla fine di gennaio ha inaugurato la nuova sala operativa a Marghera

NOVI LIGURE – Nessuna marcia indietro da parte della Rcci (Rail cargo carrier Italy), società con sede a Novi Ligure in via Girardengo che si occupa di trasporto merci su rotaia. A ottobre i lavoratori della società – un tempo italiana, oggi di proprietà del gruppo austriaco Rca – sono stati informati che l’azienda aveva deciso la chiusura della sede di Novi e il trasferimento della maggior parte dei dipendenti a Venezia (gli altri finiranno a Desio, nel milanese).

«Una scelta fuori da ogni logica», avevano definito i sindacati la decisione di spostare i dipendenti a oltre 500 chilometri di distanza: «La società ha varie sedi in Italia, tutte lavorano in rete grazie alle nuove tecnologie e non si capisce perché questo non debba valere per Novi. Inoltre, con la realizzazione del Terzo Valico, potrebbero aprirsi per la Rcci nuove opportunità di business proprio qui».

Da parte dell’azienda non c’è stata alcuna apertura, se non sui tempi di trasferimento: a metà di gennaio a Marghera stata ufficialmente inaugurata la nuova sala operativa di Rcci (prima dell’acquisizione da parte della Rail Cargo Austria la società si chiamava Linea). La Rcci, riferisce l’azienda stessa, è un’impresa in crescita: attualmente composta da 126 dipendenti ha visto l’assunzione di una ventina di macchinisti nel 2016 mentre per il 2017 sono previsti due corsi per macchinisti, con una previsione di aumentare entro la fine dell’anno il personale del 25/30 per cento.

Ma i lavoratori novesi? Per ora non c’è nulla di certo. L’azienda si è detta disponibile a valutare con attenzione le posizioni dei singolari dipendenti e in particolare i loro carichi familiari. Facile intuire che comunque per nessuno è semplice traslocare a oltre 500 chilometri da casa. A metà febbraio Rcci e rappresentanti dei lavoratori torneranno a incontrarsi per definire il piano dei trasferimenti.

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