Richiedenti asilo: Ovada e Novi in prima linea per nuovi arrivi
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Redazione - redazione@ovadaonline.net  
7 Febbraio 2017
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Richiedenti asilo: Ovada e Novi in prima linea per nuovi arrivi

Chiuso il bando della Prefettura di Alessandria che ha assegnato ai centri zona quote e risorse. Nel dettaglio: 145 nell'Ovadese, 375 nel novese

Chiuso il bando della Prefettura di Alessandria che ha assegnato ai centri zona quote e risorse. Nel dettaglio: 145 nell'Ovadese, 375 nel novese

CRONACA – Sono in arrivo nuovi profughi: 375 nell’area del Novese, 145 nell’Ovadese. A chiarirlo è stata la settimana scorsa la Prefettura di Alessandria che ha da poco chiuso il bando per l’accoglienza: su tutta la provincia è necessario cercare altri 2.195 posti, una quota presunta in base ai numeri attuali e alla percentuale di migranti destinati alla provincia fra quelli affidati al Piemonte. Assieme ai profughi arriveranno sul territorio anche le risorse. Per il Novese 4 milioni, per l’Ovadese 1.5 milioni. Sul piatto ci sono 23,5 milioni di euro, calcolati su una base d’asta di 35 euro al giorno a profugo (somma che include vitto, alloggio e il famoso «Pocket money», che di euro ne vale appena 2,5). Ma il conto finale dipenderà dalle proposte avanzate dalle cooperative alla stessa Prefettura. Fra i centri zona è Alessandria a doversi far carico della quota maggiore con 460 posti e un corrispettivo di 4.9 milioni di euro. I Comuni del circondario dovranno invece assicurare 175 posti ricevendo poco più di 1.8 milioni.  A Tortona e circondario se ne cercano 310, per 3,3 milioni, mentre a Casale e nel Monferrato 375, per 4 milioni. A Valenza a bando c’erano 140 posti per un valore di 1,5 milioni. Acqui infine con 215 posti per 2,3 milioni. 

Visto da Novi. A Novi, al momento, sono presenti 190 profughi in prevalenza provenienti dall’Africa. Le strutture che li ospitano sono il Leon d’Oro, sulla strada per Bosco Marengo, con la cooperativa Verso probo, e Il Giglio in via Oneto, dove opera la cooperativa Bios – Scata. Inoltre, una quindicina di profughi alloggia anche in due appartamenti messi a disposizione da privati, in via Mazzini e in corso Marenco. Chi si rende disponibile su progetti formalizzati con l’ufficio Lavori pubblici per eseguire piccole manutenzioni, come la cura del verde e interventi su edifici pubblici, mentre la Biblioteca civica sta per avviare un progetto che prevede l’impiego di una decina di richiedenti asilo per la catalogazione e il rivestimento dei volumi. “Il progetto – spiega il vice sindaco e assessore alle Politiche sociali, Felicia Broda – per ora ha coinvolto 49 ospiti del Leon d’Oro. Presto ne includeremo altri venti”. Prossimamente partirà un nuovo progetto di pulizia e ripristino del verde in tutti i quartieri cittadini, a cominciare dal G3 e dal Lodolino.

Visto da Ovada. I profughi ospitati a Ovada al momento sono un’ottantina, ma sono stati anche di più, su una popolazione che non supera da anni gli 11.500 abitanti. Sono sistemati in quattro diversi contesti e affidati alle cure di altrettanti enti. In via Galliera, gestisti dalla cooperativa “Idee solidali” . in via Sant’Antonio con Social Domus. Poi ci sono i ragazzi di via Ruffini, a pochi passi dall’ospedale, di cui si occupa il consorzio Abc, infine le donne del Consorzio servizi sociali, all’istituto San Giuseppe di via Novi. Il progetto avviato la settimana scorsa da Comune e Caritas prevede che alcuni ospiti si impegnino in lavoretti di manutenzione ogni giovedì mattina. La prova generale c’è stata una settimana fa, sulla via del Fiume, coi primi 4 volontari, muniti di pettorina e attrezzature.

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