L’ecomuseo di cascina Moglioni e la tutela del paesaggio in funzione della biodiversità
Lo studio delle varietà antiche di castagno, melo, pero e susino e il mantenimento di praterie e prati pascolo. Sono due i progetti dei quali si parla nel contributo che l'ecomuseo di cascina Moglioni, gestito dall'ente Aree Protette dell'Appennino Piemontese che ha sede a Bosio, ha inviato ed è stato selezionato tra i contributi ufficiali al Forum degli ecomusei e musei dalla comunità
Lo studio delle varietà antiche di castagno, melo, pero e susino e il mantenimento di praterie e prati pascolo. Sono due i progetti dei quali si parla nel contributo che l'ecomuseo di cascina Moglioni, gestito dall'ente Aree Protette dell'Appennino Piemontese che ha sede a Bosio, ha inviato ed è stato selezionato tra i contributi ufficiali al Forum degli ecomusei e musei dalla comunità
BOSIO – Lo studio delle varietà antiche di castagno, melo, pero e susino e il mantenimento di praterie e prati pascolo. Sono due i progetti dei quali si parla nel contributo che l’ecomuseo di cascina Moglioni, gestito dall’ente Aree Protette dell’Appennino Piemontese che ha sede a Bosio, ha inviato ed è stato selezionato tra i contributi ufficiali al Forum degli ecomusei e musei dalla comunità che si è svolto il 6 e 7 luglio dello scorso anno nell’ambito della 24ª Conferenza Generale Icom (Organizzazione internazionale dei musei e dei professionisti museali) di Milano.
Presidente, direttore e personale dell’area protetta ne hanno avuto comunicazione solo di recente da parte di Raul Dal Santo della Piattaforma mondiale per gli ecomusei e musei di comunità e Hugues de Varine, coordinatore della giuria internazionale.
Il contributo inviato dall’ecomuseo di cascina Moglioni, intitolato “Ecomuseo come tutela del paesaggio agropastorale in funzione della biodiversità”, descrive due progetti nel territorio del parco Naturale e Sito di Importanza Comunitaria (Sic) Capanne di Marcarolo.
“Il primo, avviato nel 2004 in collaborazione con il dipartimento di colture arboree dell’Università di Torino, è relativo allo studio morfologico e genetico delle varietà antiche di castagno, melo, pero e susino dell’area appenninica di Marcarolo – spiegano dal parco – Il secondo progetto, realizzato nell’ambito della Misura 3.2.3. del Programma di Sviluppo Rurale 2007/2013, ha visto la predisposizione, attraverso una procedura partecipata con i portatori di interesse locali, di un piano agronomico che fornirà gli indirizzi per il ripristino e il mantenimento di habitat di interesse comunitario quali praterie e prati pascolo il cui mantenimento è fondamentale per l’economia e la biodiversità dell’area protetta”.
Gli autori del contributo sono il presidente Andrea De Giovanni e il tecnico Gabriele Panizza. “L’ecomuseo ha sottolineato l’importanza della propria attività in sinergia con gli strumenti di gestione del Parco e il Sic di Capanne di Marcarolo, recependo i propositi e le indicazioni della Comunità Europea per un’armonizzazione tra le attività antropiche e la tutela delle specie e degli habitat”, concludono dall’ente di gestione dell’area protetta.