Monitoraggio amianto: “vi spiego come funziona”
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I.N. - redazione@alessandrianews.it  
20 Febbraio 2017
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Monitoraggio amianto: “vi spiego come funziona”

“C'è un lavoro enorme dietro quei dati, sintetizzarli e semplificarli non è semplice”. Così il commissario per il Terzo Valico Iolanda Romano spiega come vengono rilevati i dati dalla rete di monitoraggio. "Legge prevede il campionamento della terra, noi lo facciamo anche sull'aria"

?C'è un lavoro enorme dietro quei dati, sintetizzarli e semplificarli non è semplice?. Così il commissario per il Terzo Valico Iolanda Romano spiega come vengono rilevati i dati dalla rete di monitoraggio. "Legge prevede il campionamento della terra, noi lo facciamo anche sull'aria"

PROVINCIA – “C’è un lavoro enorme dietro quei dati, sintetizzarli e semplificarli non è semplice”. Così il commissario per il Terzo Valico Iolanda Romano risponde ad Alessandrianews che, in un articolo, aveva fatto presente come la rete di monitoraggio, con i dati sulla presenza di amianto rilevati dalle centraline siano ora consultabili sul sito internet, ma non siano di facile comprensione.
“Ho preso i dati dell’osservatorio ambientale e cercato di semplificarli – dice – Si possono migliorare, ma occorre tenere presente che dietro c’è un lavoro enorme. La rete di monitoraggio non è casuale: il posizionamento viene stabilito da Arpa, secondo parametri tecnici complessi. La legge, poi, non prevede il posizionamento anche nei siti di deposito ma è una scelta che ho voluto portare avanti personalmente, in linea con l’impegno per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica”.
Stando ai dati rilevati, “Ad oggi, con la sola eccezione di Cravasco, dove la terra è stata trattata come rifiuto speciale, non si sono mai registrati superamenti della soglia prevista per legge. A Castagnola c’è stato un falso allarme, gli accertamenti successivi hanno escluso presenza di amianto sopra i limiti consentiti e pertanto i lavori sono ripartiti”, assicura il commissario.
Il controllato (Cociv) è anche il controllore? È questa una delle questioni sollevate dai cittadini.
“Le centraline sono di Cociv, è vero. Per il principio secondo il quale “chi inquina, paga” è giusto che il costo dei controlli venga sottratto alla cifra concordata per l’opera. I dati vengono analizzati da un laboratorio specializzato ed accreditato. Arpa e Asl effettuano contro analisi peridiche”, risponde il commissario. Le centraline non sono fisse , spiega anche, ma vengono posizionate in base all’evoluzione del cantiere, in modo da preservare i filtri che sono costituiti da un materiale resinoso.
Non meno importante è la questione della metodologia adottata. Arpa e Arpal chiedevano un abbassamento dei limiti previsti per legge e una raccolta di dati sulla roccia frantumata. Cociv ha presentato un ricorso al Tar, ancora in fase di discussione, contro le prescrizioni delle agenzie regionali per l’ambiente.
Così la spiega Iolanda Romano: “Il metodo attualmente in vigore è quello stabilito da una legge nazionale e io non lo posso cambiare. Si riferisce alla metodologia di controllo sulle terre. Quel che ho potuto fare è stato imporre un controllo sull’aria, poiché è noto come l’amianto, sotto forma di pietra verde, sia presente in natura. Ma diventa pericoloso per la salute nel momento in cui viene aerodisperso”. Presto, annuncia, “saranno posizionati anche dei display in zone di passaggio, sui quali saranno indicati i dati in tempo reale rilevati dalle centraline. 
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