Perché non facciamo due chiacchiere al bar? In dialetto però
Stanno per prendere il via gli incontri "E sa faismu duu parole..." ideati da Gianluigi Bailo con la collaborazione del gruppo Facebook "6 di Novi se...", della Società storica del novese e del centro studi "In Novitate". "Non un circolo culturale ma un modo per riunire le persone che amano la città di Novi", dicono gli organizzatori
Stanno per prendere il via gli incontri "E? sa faismu duu parole..." ideati da Gianluigi Bailo con la collaborazione del gruppo Facebook "6 di Novi se...", della Società storica del novese e del centro studi "In Novitate". "Non un circolo culturale ma un modo per riunire le persone che amano la città di Novi", dicono gli organizzatori
NOVI LIGURE – Perché non facciamo due chiacchiere? In dialetto però! Prenderanno il via giovedì prossimo, 2 marzo, gli incontri ideati da Gianluigi Bailo [nella foto], noto professionista novese nonché custode della tradizione dialettale locale. L’iniziativa “E… sa faismü düu parole…”, lanciata grazie al gruppo Facebook “6 di Novi se…”, vedrà anche il coinvolgimento della Società storica del novese e del centro studi “In Novitate”.
«Abbiamo sentito l’esigenza di inventare qualcosa di nuovo per aiutare Novi a crescere e a risentirsi città unita – spiega il notaio Bailo – Per fare qualcosa di nuovo, si è pensato di ritornare all’antico, all’unico “seme” che da sempre ha tenuto unito i cittadini, facendoli sentire un tutt’uno con la loro città, facendoli sentire chiaramente identificabili in ogni dove: si è cioè pensato di ritornare al dialetto».
L’idea si concretizzerà in conversazioni a tema libero e in amicizia tra chi il dialetto ancora lo parla e chi vorrebbe migliorarlo o impararlo. Il primo incontro si terrà il 2 marzo alle 18.00 presso il bar Carletto di via Girardengo.
«“E… sa faismü düu parole…” non è e non vuole essere una nuova associazione o un circolo culturale, ma un mezzo per riunire tutti coloro che ancora amano questa nostra città – affermano i promotori dell’iniziativa – Novi c’è, vuole continuare a esserci e vorrebbe continuare a essere ricordata non solo perché qui “U gh’èra Girardaingu e Cupi” o perché “Svizzero? No Novi”. Questo l’intento, queste le speranze, questo l’impegno, che ci costerà unicamente un po’ di tempo, tempo che verrà ripagato dal ritrovare vecchi amici o di incontrarne di nuovi».