Novi San Bovo e Arquata, due progetti per il rilancio degli scali ferroviari
L'azienda genovese FuoriMuro pronta a investire sui due terminal. Per Arquata si parla di 3 milioni di euro e un centinaio di posti di lavoro. Per lo scalo merci novese sarebbero invece necessari circa 15 milioni. Ma in entrambi i casi serve l'ok del commissario per il Terzo Valico Iolanda Romano
L'azienda genovese FuoriMuro pronta a investire sui due terminal. Per Arquata si parla di 3 milioni di euro e un centinaio di posti di lavoro. Per lo scalo merci novese sarebbero invece necessari circa 15 milioni. Ma in entrambi i casi serve l'ok del commissario per il Terzo Valico Iolanda Romano
ARQUATA SCRIVIA – Un progetto da tre milioni di euro che potrebbe dare lavoro a un centinaio di persone più l’indotto. Lo ha proposto al commissario governativo per il Terzo Valico “FuoriMuro”, la società che gestisce le manovre ferroviarie all’interno del porto di Genova. L’azienda sta pensando alla valorizzazione dell’area logistica di Arquata Scrivia, con la costruzione di tre binari di carico/scarico lunghi almeno 600 metri per svolgere attività di composizione e scomposizione dei treni. «È un progetto che può partire subito – spiega Guido Porta [foto in basso], amministratore delegato di FuoriMuro – senza attendere la realizzazione del Terzo Valico. E sarebbe propedeutico ad altri investimenti nell’area alessandrina, ad esempio sullo scalo di Novi San Bovo».
FuoriMuro è presente ad Arquata dal 2014 con un proprio partner, la Oda – Officine di Arquata, un’azienda che si occupa di manutenzione di locomotori e carri ferroviari e che dà lavoro a una decina di persone. «Ma si potrebbe fare di più – spiega Porta – Arquata è in una posizione strategica: abbiamo già attivato alcuni convogli sperimentali e attrezzando questi nuovi binari sarebbe possibile gestire trasportare merci via ferrovia fino ad Arquata e da lì spostarle su gomma alle aziende della zona, fino a Novi». Con un vantaggio rispetto a Rivalta Scrivia: i migliori collegamenti stradali.

Quello di FuoriMuro è un programma condiviso con altre realtà imprenditoriali del territorio arquatese, come Sigemi, Derrick e Sinergy Cargo, ed è forse l’unica proposta di sviluppo della logistica arrivata sul tavolo della Romano. «Noi siamo pronti agli investimenti necessari, come attrezzare il piazzale e le gru per la movimentazione dei container», dice Porta.
E dopo Arquata, San Bovo. «La linea del Terzo Valico scavalcherà Arquata arrivando a Novi. Lo scalo merci di San Bovo è importante perché posto esattamente al bivio tra Torino e Milano. Inoltre costituirebbe un “punto di consolidamento” per i treni merci in arrivo dai vari terminal genovesi – afferma l’a.d. di FuoriMuro – I binari però sono obsoleti e bisognerebbe metterne in efficienza due o tre. In questo caso l’investimento necessario sarebbe di circa 15 milioni di euro». Sul fronte della viabilità, poi, è prioritaria la sistemazione di strada Castelgazzo con l’eliminazione degli stretti sottopassaggi, da tempo nei piani del Comune di Novi.
