Pendolari novesi, rimangono aperti quasi tutti i dossier sul tavolo
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
28 Febbraio 2017
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Pendolari novesi, rimangono aperti quasi tutti i dossier sul tavolo

E' tornata a riunirsi la settimana scorsa l'Apn, l’associazione del pendolari novesi. Molti gli argomenti messi all'ordine del giorno dal presidente Andrea Pernigotti, un po' di meno i pendolari che hanno deciso di prendere parte all'assemblea

E' tornata a riunirsi la settimana scorsa l'Apn, l’associazione del pendolari novesi. Molti gli argomenti messi all'ordine del giorno dal presidente Andrea Pernigotti, un po' di meno i pendolari che hanno deciso di prendere parte all'assemblea

NOVI LIGURE – È tornata a riunirsi la settimana scorsa l’Apn, l’associazione del pendolari novesi. Molti gli argomenti messi all’ordine del giorno dal presidente Andrea Pernigotti, un po’ di meno i pendolari che hanno deciso di prendere parte all’assemblea, cui ha partecipato anche l’assessore ai Trasporti del Comune di Novi Simone Tedeschi.

Tra le ipotesi avanzate dai viaggiatori c’è quella di chiedere a Trenitalia la fermata a Novi Ligure del treno 2886 Genova-Piacenza: il convoglio, che attualmente segue la tratta Arquata-Tortona, potrebbe essere “deviato” verso Novi, dove arriverebbe intorno alle 12.45. In questo modo, per i novesi sarebbe più facile raggiungere Milano nella fascia pomeridiana (cambiando a Voghera) o eventualmente proseguire per l’Emilia.

Leardi ha illustrato la riunione avuta di recente con i responsabili piemontesi del trasporto ferroviario: di ripristino dei quattro Intercity soppressi sulla Genova-Torino non si parla, ma la Regione ha proposto di far partire da Genova alle 7.30 il treno 2504 (che oggi prende origine da Alessandria alle 8.31 in direzione di Torino). In questo modo il convoglio servirebbe anche la stazione di Novi e farebbe “coppia” con il 2519 che oggi parte da Torino alle 14.30 e arriva ad Alessandria alle 15.30, e in futuro proseguirebbe per Genova con arrivo alle 16.30.

Non è possibile, invece, fare fermare il treno del mattino 2501 e il treno della sera 2524 a Genova Sampierdarena, in modo tale da agevolare i novesi che lavorano al polo industriale del Ponente. Il cadenzamento garantisce infatti l’ingresso dei convogli a Genova in determinate orari, precisi e sempre uguali; la fermata a Sampierdarena sconvolgerebbe questo equilibrio. Una possibilità potrebbe essere invece offerta dal Regionale 6111 (partenza da Novi alle 7.05), che potrebbe fermare a Sampierdarena intorno alle 7.50. Lo stesso vale per il treno del ritorno, il 6120.

Altro problema che da tempo cruccia i pendolari novesi è la chiusura della linea Novi-Tortona per i lavori del Terzo Valico (per il momento non calendarizzata): una chiusura che quando avverrà potrebbe avere notevole impatto sui pendolari novesi diretti a Pavia e Milano. Il commissario per il Terzo Valico Iolanda Romana ha già nominato un consulente tecnico indipendente che dovrà collaborare con le autorità locali e con Trenitalia e Rfi per studiare le migliori soluzioni per mitigare gli impatti dei cantieri sulle linee passeggeri. A breve sarà programmato un incontro informativo con il tecnico incaricato.

In vista anche nuove riunioni per l’Apn: Pernigotti sta cercando di infondere nuova linfa nell’associazione per arginare un “problema di partecipazione” che era già stato messo in evidenza più di una volta dall’ex presidente Riccardo Leardi e che danneggia in primo luogo i pendolari stessi.

Foto: cortesia Andrea De Rose

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