“I Senza Volto”, l’ultima fase di vita delle Soms
Home
Marzia Persi - m.persi@ilnovese.info  
2 Marzo 2017
ore
00:00 Logo Newsguard

“I Senza Volto”, l’ultima fase di vita delle Soms

È stata data alle stampe, in questi giorni, l'ultima fatica di Lorenzo Robbiano, "I senza volto III". Con questo libro si chiude la trilogia dedicata alla nascita e allo sviluppo delle Società di Mutuo Soccorso a Novi. In questo volume si esamina il cammino delle Soms fino all’avvento del Fascismo

È stata data alle stampe, in questi giorni, l'ultima fatica di Lorenzo Robbiano, "I senza volto III". Con questo libro si chiude la trilogia dedicata alla nascita e allo sviluppo delle Società di Mutuo Soccorso a Novi. In questo volume si esamina il cammino delle Soms fino all?avvento del Fascismo

NOVI LIGURE – È stato dato alle stampe, in questi giorni, l’ultima fatica di Lorenzo Robbiano, “I senza volto III”. Con questo libro si chiude la trilogia dedicata alla nascita e allo sviluppo delle Società di Mutuo Soccorso a Novi. In questo volume si esamina il cammino delle Soms fino all’avvento del Fascismo. Il duce Benito Mussolini, infatti, ritenendo gli appartenenti alle società, elementi pericolosi e sovversivi, decise, con l’istituzione dell’Inps, che dovevano sparire. Alcune società poi furono inglobate nella Nazionale Opera del Lavoro. “Con questo libro – dice l’autore Lorenzo Robbiano- termina un percorso . Mi auguro di aver dato un volto a chi non lo aveva”.

Quali sono i momenti più salienti di questo ultimo periodo di vita delle Soms?
“Nel caso di Novi, la Patriottica diventa punto di riferimento politico, si tratta della prima lega di resistenza. Addirittura nel 1920 sostituisce la bandiera italiana con quella rossa del socialismo. Due anni dopo viene assaltata la sua sede così anche per quella della Camera del Lavoro, entrambe si trovavano nei locali del Collegio San Giorgio. I fascisti che parteciparono all’impresa provenivano da fuori città per la maggior parte, perché, comunque, a Novi il fascismo, in quegli anni, non aveva trovato molte adesioni. A dimostrazione di ciò sono le elezioni del 1920, in provincia, dei sette Comuni più importanti, solo a Novi e ad Alessandria, non vince il partito fascista. Si insediano giunte di sinistra, perché è presente una società operaia ben organizzata. Quando viene occupata la Camera del Lavoro, ci sono problemi anche all’Ilva, durante gli scontri viene ucciso un’ operaio e anche il Comune è occupato. Dopo quattro giorni da questo assalto viene nominato il commissario prefettizio”.

Nel libro si parla anche della solidarietà dei novesi che continua anche oggi verso i più bisognosi e gli immigrati, c’è un filo rosso che unisce quegli anni all’attualità?

“Assolutamente sì. Si è radicata, proprio agli inizi del ‘900 in città, la cultura della solidarietà che prescinde dalla politica. Questa cultura nasce allora. Per esempio la Forza e Virtù è , come la Soms, fra i promotori della Croce Rossa. Questa cultura diffusa della solidarietà si deve coltivare. A Novi sono tante le associazioni di volontariato che operano alacremente”.

Quale è la peculiarità di questo ultimo “Senza volto”?
“Costruendo questo volume ho trovato documenti e testimonianze che mi sono serviti per avere uno spaccato di storia che non è mai stata considerata. Questo lavoro mi ha permesso di mettere insieme tanti pezzi di un’epoca che è stata dimenticata. Il mio tentativo di dare una lettura di quegli anni colma, almeno in parte, la conoscenza di una pagina di storia della città. Non è stato facile reperire la documentazione, purtroppo, molto è andato perduto ”.

Presumibilmente “I Senza Volto III” sarà presentato in biblioteca il prossimo 24 marzo. Come è avvenuto per gli altri volumi, il ricavato sarà devoluto in beneficenza a favore della Soms di Capriata d’Orba che aiuta l’associazione alessandrina Colibrì che ha come obiettivo quello di offrire assistenza e mini crediti alle donne che si trovano in difficoltà.

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione