Outlet aperto durante le feste: tradizione o consumismo?
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Laura Simonassi - redazione@ilnovese.info  
5 Marzo 2017
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Outlet aperto durante le feste: tradizione o consumismo?

Forse siamo davvero entrati in quello che Weber chiama “ il disincantamento del mondo”. Una situazione in cui siamo vittime di una totale desacralizzazione di tutti i valori su cui la società si è sempre basata. Mi riferisco alla volontà di tenere aperto l’Outlet di Serravalle Scrivia anche nelle giornate di Pasqua e Santo Stefano

Forse siamo davvero entrati in quello che Weber chiama ? il disincantamento del mondo?. Una situazione in cui siamo vittime di una totale desacralizzazione di tutti i valori su cui la società si è sempre basata. Mi riferisco alla volontà di tenere aperto l?Outlet di Serravalle Scrivia anche nelle giornate di Pasqua e Santo Stefano

OPINIONI – Forse siamo davvero entrati in quello che Weber chiama “ il disincantamento del mondo”.

Una situazione in cui siamo vittime di una totale desacralizzazione di tutti i valori su cui la società si è sempre basata.

Mi riferisco alla volontà di tenere aperto l’Outlet di Serravalle Scrivia anche nelle giornate di Pasqua e Santo Stefano. Una proposta che ha lasciato basiti e arrabbiati molti lavoratori, una proposta che sembra voler distruggere quei rari momenti di condivisione nel nucleo famigliare in nome di un prepotente consumismo.

Che cosa è giusto? Qual è la cosa migliore da fare? Continuare sulla scia del cieco e spasmodico commercio oppure cercare di preservare giornate dedicate alla famiglia e all’otium in senso latino? Il malcontento generale va oltre la necessità di riposarsi due giorni in più durante l’anno, dormire fino a tardi o andare a festeggiare la sera perchè intanto il giorno dopo non si lavora.
Penso che la questione sia un po’ più profonda, penso che si tratti di rispetto che gli uomini vogliono in quanto uomini, e non automi la cui unica legge morale sia il lavoro. Il problema non è lavorare due giorni in più, ma quei due giorni in più.

Molte persone amano il proprio impiego, e questa è una virtù straordinaria perchè soltanto in questo modo si riuscirà ad arrivare al successo, personale e lavorativo.

Così si raggiungerà anche la felicità, perchè soltanto facendo ciò che si ama si è felici e appagati.
Il lavoro è una ricchezza da proteggere, uno stile in cui riconoscersi, un’opportunità da vivere come se nulla fosse più importante.

Forse, però, ci dimentichiamo che c’è tanto altro da non trascurare, da tenere stretto perchè estremamente prezioso e indispensabile. Sto parlando della fede, per chi ce l’ha, della famiglia, delle tradizioni che ci fanno sentire parte di una comunità.

Ripeto: cosa è giusto?

Il problema di questa domanda è che molto probabilmente non ha una risposta. O meglio, ognuno ne ha una, qualcuno le ha simili ma in realtà nascondono mille diverse sfaccettature.

C’è chi è andato a protestare, insieme ad altre 300 persone nel salone del Dlf di Novi Ligure, chi preferisce aspettare e vedere che le cose cambino o si trasformino, chi invece è contento, perchè pensa a due giorni in più di retribuzione, chi è preoccupato di non poter partecipare al fatidico “pranzo di Pasqua”, oppure alla liturgia domenicale.

Insomma, per vari motivi questa proposta ha lasciato destabilizzati i dipendenti Outlet, consapevoli ormai che la strada verso il consumismo è sempre più spianata e avviata.

Forse tra un anno si lavorerà anche a Natale?

Chi lo sa, chi può dirlo. Con un pizzico di speranza 2500 persone andranno come sempre al lavoro, faranno quello che hanno sempre fatto con il sorriso, con belle parole e con occhi effervescenti, perchè è evidente che il clima in questi giorni è frizzante e pieno di aspettative.

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