Parco Castello: al via il nuovo restyling
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Marzia Persi - m.persi@ilnovese.info  
5 Marzo 2017
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Parco Castello: al via il nuovo restyling

A Novi Ligure da alcuni giorni si sta effettuando, lungo il lato su via Oneto, la potatura degli alberi del Parco Castello. L’intervento proseguirà in tutta l’area. Questo, però, non è l’unico provvedimento che l'amministrazione comunale intende prendere per risanare quello che è definito, a buona ragione, il polmone verde del centro storico

A Novi Ligure da alcuni giorni si sta effettuando, lungo il lato su via Oneto, la potatura degli alberi del Parco Castello. L?intervento proseguirà in tutta l?area. Questo, però, non è l?unico provvedimento che l'amministrazione comunale intende prendere per risanare quello che è definito, a buona ragione, il polmone verde del centro storico

NOVI LIGURE – A Novi Ligure da alcuni giorni si sta effettuando, lungo il lato su via Oneto, la potatura degli alberi del Parco Castello. L’intervento proseguirà in tutta l’area. Questo, però, non è l’unico provvedimento che l’amministrazione comunale intende prendere per risanare quello che è definito, a buona ragione, il polmone verde del centro storico. Verrà, infatti, anche sistemata e ritinteggiata la parte in muratura e si attuerà una pulizia straordinaria del parco.

“Abbiamo intenzione di sistemare in modo adeguato la zona – dice l’assessore ai Lavori Pubblici, Felicia Broda- attraverso una pulizia straordinaria che sarà effettuata anche grazie alla collaborazione degli extracomunitari ospiti in città che, per altro, stanno già facendo un ottimo lavoro in viale Pinan Cichero”. Si metterà mano anche all’illuminazione. Il Comune ha dato mandato ad Enel sole di sistemare i lampioni che si trovano lungo la salita che da piazza Sant’Andrea arriva alla spianata dove si trova la ex pista da ballo. Non è escluso che venga anche sistemata l’illuminazione su questa parte in modo da dare luce anche sulla parte di collina che si affaccia su via Oneto.

Certamente sono anni e anni che ci occupiamo della rinascita di questo luogo tanto caro ai novesi. Purtroppo, però, le varie iniziative non sono mai andate davvero a buon fine. Si pensi solo all’ultima, in ordine di tempo, cioè la realizzazione del Parco Avventura che avrebbe dovuto davvero far rinascere il parco Castello.

Gli obiettivi dell’amministrazione comunale, però, non sono stati raggiunti, solo pochi mesi fa si sono potute togliere le varie attrezzature del Parco Avventura che ha finito la sua vita a causa di questioni giudiziarie. Ora con questo intervento che dovrà terminare entro il 23 marzo, dal momento che per le giornate di primavera del Fai (Fondo Ambiente Italiano) il parco dovrà essere fruibile al pubblico.

Ma quale è la storia di questo luogo affascinate e ricco di storia? Grazie alla ricerca effettuata qualche anno fa da Ettore Repetto , pubblicata nel volume “Il Castello di Novi. Dalle leggendarie origini ai giorni nostri” si scopre che i primi atti ufficiali che parlano della Rocca o castello risalgono al 1447, dopo centocinquanta anni viene disegnato uno schizzo ma la pianta della Rocca più precisa è quella del Vinzoni del 1762/63 che mostra l’esatta disposizione dei manufatti: al centro la torre, di fronte i due edifici che costituiscono il castello vero e proprio, uno per il castellano e l’altro per le milizie. Torrioni e mura poi cingevano il complesso fortificato. La figura che campeggia allora è quella di Donna Orriga di Campofragoso della famiglia dei Gambara. Il Castello, a causa della guerra di successione austriaca, si presenta cadente e in pessime condizioni. Così vista la situazione davvero degradata l’antico maniero viene demolito, cancellando per sempre quella Rocca che “ per secoli – scrive Repetto- era stata il punto di forza della nostra Comunità.

A rappresentarla ora al culmine della collina non sono rimasti che la torre, in parte i resti dell’antico Castrum Novarum e la torricola che attualmente ( oggi non più ndr) funge da abitazione del custode”. Nel 1780 Gerolamo Durazzo, proprietario dell’omonimo palazzo che si affaccia su piazza Dellepiane, “chiese – come riporta Eraldo Leardi- di rendere fruttifero ed utile l’incolto sito del demolito castello e sue adiacenze con piantate di gelsi ed altro e di ridurlo altresì a luogo pubblico e comodo passaggio a sue spese”. I gelsi, ovviamente, erano stati scelti non a caso, allora era fiorente l’allevamento dei bachi da seta, risorsa economica fondamentale per la città. Dalle pagine di storia locale si scopre che “ il 15 settembre 1783 con la notevole spesa di mille scudi si riattano i muri che sostengono la strada che conduce al Castello , è abbellita e terminata con la torre che mostrava guasti preoccupanti e vengono piantate le famose ‘allee’ di gelsi che forniranno ombra nelle calde giornate estive. Nel giro di sette anni (1776-1783) questa località cambia fisionomia ed inizia ad ingentilirsi con la prima ordinata vegetazione arborea”.

Col tempo dai gelsi si è passati agli attuali olmi. Fra il 1909 e il 1910 il bastione cinquecentesco viene “ferito” per i lavori di sterro della cascina Costa. “Questa breccia- spiega ancora Ettore Repetto- venne aperta allo scopo di porre in comunicazione la parte interna del castello con l’area esterna da poco acquistata dal Comune…. Si demolì la contro scarpata cioè il terrapieno che contro la parete interna del muro costituiva, oltre che ad un valido rinforzo, anche il cosiddetto cammino di ronda. Questo spiega il motivo per cui si vedono oggi allo scoperto e intervallati, speroni di mura susseguirsi per tutta la lunghezza del bastione”. La torre viene ristrutturata ma prima vengono abbattuti due o tre metri della parte superiore, fra il 1846-49, per installarvi un telegrafo ad uso militare. Un “pezzo” antico del Castello è rappresentato dalla “nevera” , costruzione a pianta irregolare, che era una sorta di pozzo nel quale si raccoglieva la neve per mantenere i cibi freschi.

Nel 1883 arriva l’acquedotto Raggio con il posizionamento delle vasche nei pressi della torre. Il grande cambiamento della Rocca o quel che rimane è però del 1907 quando il Comune, acquistata la parte di collina che da Cascina Costa arriva a Porta Genova, apre la strada di circonvallazione, via Oneto. Il parco Castello assume le sembianze di quello che ancora noi oggi vediamo nel secondo dopo guerra quando il sindaco Ernesto Calcagno inizia la messa a dimora su tutta l’area di piante ad alto fusto, quelle che, appunto, in questi giorni vengono potate e sistemate.

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