La stagione del risveglio
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Daria Ubaldeschi - redazione@ilnovese.info  
7 Marzo 2017
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La stagione del risveglio

Mark Twain soleva dire di aver contato in primavera 136 differenti tipi di tempo nell'arco di ventiquattro ore! Credo sia ciò che prova ognuno di noi in questo periodo dell'anno, quando si ritrova ad alternare piumino e t-shirt quasi senza soluzione di continuità, con conseguenze sia sulla salute fisica che, e soprattutto, su quella psichica

Mark Twain soleva dire di aver contato in primavera 136 differenti tipi di tempo nell'arco di ventiquattro ore! Credo sia ciò che prova ognuno di noi in questo periodo dell'anno, quando si ritrova ad alternare piumino e t-shirt quasi senza soluzione di continuità, con conseguenze sia sulla salute fisica che, e soprattutto, su quella psichica

OPINIONI – Mark Twain soleva dire di aver contato in primavera almeno 136 differenti tipi di tempo nell’arco di ventiquattro ore! Credo sia esattamente ciò che prova ognuno di noi in questo periodo dell’anno, quando si ritrova ad alternare il piumino e t-shirt quasi senza soluzione di continuità, da un giorno all’altro, con inevitabili conseguenze sia sulla salute fisica che, e soprattutto, su quella psichica.

A livello meteorologico la primavera va dall’inizio di marzo fino alla fine di maggio, diverso dal ciclo astronomico che ne segna l’inizio, come sappiamo, in corrispondenza dell’equinozio, che quest’anno cade il 20 marzo. Il periodo dell’anno in cui ci troviamo corrisponde al momento del cosiddetto risveglio, del passaggio di stagione, che può diventare particolarmente fastidioso per chi è soggetto alla “meteorosensibilità”, ossia quello stato di particolare vulnerabilità legato al variare delle condizioni climatiche, che si manifesta attraverso un insieme di disturbi psichici e fisici di tipo neurovegetativo, transitori ma sgradevoli.

L’espressione “sento il tempo”, allora, non è solo un modo di dire, anzi. È infatti accertato che esiste un legame direttamente proporzionale tra ben-essere/mal-essere psicofisico ed i mutamenti di clima e temperatura, tanto da portare a studiare e identificare l’esistenza del fenomeno della “meteoropatia”, quale problematica psicologica ed organica connessa al variare delle condizioni atmosferiche che, appunto, può andare oltre un’accentuata sensibilità ed assumere il carattere di malattia, con una manifestazione sintomatica più intensa e protratta nel tempo.

È noto fin dall’antichità che i cambiamenti del clima e delle stagioni possono in qualche modo influenzare negativamente il nostro stato di salute ed è facilmente intuibile che le repentine e inattese variazioni climatiche degli ultimi anni abbiamo avuto come conseguenza un progressivo aumento di tali problematiche. In Italia si stima che 1 persona su 4 soffra dei disturbi causati dagli sbalzi del tempo: ansia, variazioni dell’umore, irritabilità, dolori articolari, astenia (stanchezza, diminuzione della forza muscolare), irrequietezza, insonnia, mal di testa, apatia (mancanza di motivazione e di emozioni) solo per citarne alcuni possibili, tutti coinvolti nel necessario e fisiologico processo di acclimatazione dei nostri apparati vitali (sistema nervoso, cardiocircolatorio, ormonale e polmonare).

Per natura, infatti, il nostro organismo tende a ricercare l’equilibrio di tutte le sue parti ma, quando è messo in grave difficoltà, come ad esempio in conseguenza degli scherzi del tempo, non sempre e/o non subito è in grado di reagire e ritrovare il suo adeguato funzionamento. Da qui le manifestazioni sintomatiche citate e che, come ogni segnale che il nostro corpo/psiche ci invia, dobbiamo essere disponibili ad ascoltare, accogliere e comprendere come premessa indispensabile per arrivare a identificare un rimedio, una terapia adatta per il disturbo che ci assilla.

“In tutti gli uomini è la mente che dirige il corpo verso la salute o verso la malattia, come verso tutto il resto” (Antifonte).

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