Pca dopo lo sciopero: “i nostri salari più alti della media”
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Pca dopo lo sciopero: “i nostri salari più alti della media”

I lavoratori hanno scioperato per la sicurezza e il livello di retribuzione ("fermo da 14 anni"). L'azienda replica: "in un momento in cui altri tagliano sul personale, noi assumiamo. I nostri stipendi tendono al rialzo, ma adotteremo criteri meritocratici per il premio di partecipazione"

I lavoratori hanno scioperato per la sicurezza e il livello di retribuzione ("fermo da 14 anni"). L'azienda replica: "in un momento in cui altri tagliano sul personale, noi assumiamo. I nostri stipendi tendono al rialzo, ma adotteremo criteri meritocratici per il premio di partecipazione"

BASALUZZO – Non è piaciuto alla Pca, Prodotti chimici alimentari, azienda che opera nel settore farmaceutico dal 1966, lo sciopero indetto la scrosa settimana dai dipendenti. Il primo dopo circa 40 anni di attività. Ieri la dirigenza, l’amministratore delegato Paolo Oligeri, con il direttore Giudo Castelli e il direttore del personale Irina Moncalvo, hanno voluto spiegare la loro versione, nella sede di Confindustria. 
E’ “mancato il dialogo”, ammettono tutti. Ma c’è lo spazio, sembra, per recuperare. 
 Lo sciopero, al quale hanno aderito circa l’80% dei dipendenti, “ha creato un grave danno per l’azienda”, dice ora l’amministratore delegato Oligeri, alla guida di Pca dal febbraio dello scorso anno. 
La direzione assicura che la porta del dialogo è aperta, ma “ora le condizioni sono cambiate”. E’ cambiato il mercato, sul quale si sono affacciati nuovi competitor. E’ cambiata, appunto, l’amministrazione che vuole introdurre, ad esempio, nuovi criteri per l’applicazione del premio di partecipazione (uno dei temi portati sul tavolo dei sindacati): se prima era distribuito equamente a tutti, nella misura di 200 euro in buoni benzina, d’ora in poi sarà applicato secondo un metodo meritocratico. 
I sindacati hanno parlato di motivazioni di sicurezza del lavoro (non tanto degli impianti, quanto nelle pratiche di lavorazione) e di revisione dei livelli retributivi fermi da 14 anni, dicono. “L’azienda va bene fortunatamente, e non ci sono dubbi che abbia fatto investimenti nel corso degli anni – spiega Elio Bricola per Uil – ma ci sono problemi che abbiamo sollevato più volte e che non sono stati affrontati, mentre in passato si è sempre discusso, nel rispetto dei propri ruoli”. L’azienda, dal canto suo, snocciola i dati: “il trend occupazionale nell’ultimo decennio è sempre stato in ascesa: partendo dai 173 dipendenti al gennaio 2016 siamo oggi 234; solo nel mese di marzo sono stati confermati tre contratti a termine. In un momento storico in cui molte aziende effettuano tagli sul personale, Pca assume ed offre opportunità di crescita professionale. Gli adeguamenti retributivi, peraltro contrattualmente previsti, sono sempre stati applicati e la richiesta del lavoratori di beneficiare degli incrementi del fatturato aziendale trova risposta nell’istituto contrattuale del premio di partecipazione. Con la mensilità di febbraio 2017 è stato corrisposto il conguaglio del premio relativa lall’anno 2016 chiudendo così l’accordo siglato il 24 novembre 2014 e valido per il triennio”. Nel trimestre 2017 – 2019 sono previsti investimenti per la sicurezza pari a 4 milioni di euro; il fatturato è passato da 73 milioni nel 2015 a 86 nel 2016.
La anomalia di retribuzione, dice ancora l’azienda, tende semmai “all’eccesso piuttosto che la difetto: partendo dalle maggiorazioni percepite dai turnisti a cui si sommano le retribuzioni di fatto che rendono Pca una delle aziende più attrattive della Provincia”
Il premio di partecipazione ci sarà, dice l’azienda: “la politica aziendale non vuole essere restrittiva, ma differentemente distributiva, attraverso l’applicazione di criteri meritocratici ed iniziative alternative quali, ad esempio, il welfare aziendale”. Saranno ditribuiti secondo diversi parametri, “produttivi e qualitativi”, tra cui la presenza sul lavoro. “Abbiamo chiesto di discuterne, ci sono stati anche diversi incontri – dice Maurizio Cantello per la Cgil – ma non siamo arrivati a nulla. Posso solo dire che lo sciopero non è stato proclamato con leggerezza”.
Lo sostiene anche Claudio Cavallaretto della Cisl: “non è che una mattina ci siamo svegliati ed abbiamo deciso di fare sciopero. Le motivazioni ci sono. Abbiamo più volte provato a spiegarle, ma non siamo stati ascoltati”.
Un’altra questione sollevata dai lavoratori è stata quella dei locali mensa, ritenuti non adeguati, e la mancanza di uno spazio per le riunioni. L’azienda replica che sono stati stanziati 650 mila euro per realizzare nuovi locali e che il progetto preliminare è pronto, “certo non si può costruire da un giorno all’altro”, aggiunge. I sindacati hanno comunque già chiesto un nuovo incontro, per riaprire il dialogo. “Abbiamo ricevuto la richiesta, l’incontro si terrà» assicura l’azienda che mette però sul piano della bilancia anche come “il mercato sia cambiato, si sono affacciati sulla scena internazionale nuovi concorrenti e il gruppo ha uno stabilimento in India che è una realtà interessante”.

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