‘Credere in Santa Croce, più di prima’
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‘Credere in Santa Croce, più di prima’

Il richiamo di Romilda Tafuri, prefetto di Alessandria, durante l'incontro dedicato al complesso monumentale di Bosco Marengo 'Luogo del cuore' del Fai che si è concluso con la premiazione dei Comitati che hanno raccolto più firme

Il richiamo di Romilda Tafuri, prefetto di Alessandria, durante l'incontro dedicato al complesso monumentale di Bosco Marengo 'Luogo del cuore' del Fai che si è concluso con la premiazione dei Comitati che hanno raccolto più firme

BOSCO MARENGO – Rilanciare a livello locale il secondo posto del complesso monumentale Santa Croce di Bosco Marengo e premiare i primi tre rappresentanti dei Comitati che hanno raccolto più firme (in tutto sono state 47.319) per consacrare il ‘Luogo del cuore’ del Fai (Fondo ambiente italiano). È stato l’obiettivo di Romilda Tafuri, prefetto di Alessandria, che ha organizzato, a Palazzo Ghilini, una presentazione del risultato, conquistato dal Fai, che ha visto allineare in prima fila Gian Maria Gros-Pietro, presidente del Consiglio di amministrazione di IntesaSanpaolo; Maria Cattaneo Leonetti, presidente del Fai di Piemonte e Val d’Aosta; Federica Armiraglio, responsabile nazionale del progetto ‘I luoghi del cuore’; Egle Micheletto, Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo (alla prima uscita pubblica con questo incarico); Angelo Carbone, direttore del Fondo edifici di culto; Gian Franco Gazzaniga, sindaco di Bosco Marengo. Nel salone, oltre a chi ha rappresentato i Comitati di raccolta delle firme, anche amministratori pubblici, fra cui Rita Rossa, nelle vesti di presidente della Provincia. Un’ora abbondante di incontro per ripercorrere pagine di storia, note a livello locale, del complesso di Santa Croce, e finire con la premiazione (un tablet) dei rappresentanti dei Comitati che hanno raccolto il numero maggiore di firme: Silvio e Mariangela Pesce (4.826), Barbara Ricaldone (2.035), Bruno Vittone (1.551). Le firme raccolte online sono state 483 e hanno lavorato complessivamente sul territorio 149 Comitati che hanno raccolto 42.131 firme, mentre 5.188 sono state quelle raccolte durante manifestazioni ed eventi dai volontari del Fai guidato da Ileana Spriano.

“Ringrazio tutti per l’azione appassionata e determinante che ha permesso a livello locale di convergere su un obiettivo che riporta la provincia di Alessandria sotto i riflettori nazionali, dopo la Cittadella che è stata al centro della precedente campagna del Fai” è stato l’esordio di Romilda Tafuri che al termine ha rilanciato un “arrivederci in tempi brevi per l’inaugurazione del museo vasariano di Santa Croce”. Un auspicio raccolto da tutti, Fai e pubbliche amministrazioni, banche e privati, in vista di un completamento del recupero del complesso che richiederà “un grande sforzo, un grande impegno, grandi risorse”. Non che Santa Croce parta da zero. Dalla fine degli anni Novanta, con la Provincia di Alessandria guidata da Fabrizio Palenzona che ha fatto da collante e coordinatore, sono partiti progetti che hanno coinvolto Fondazioni bancarie (Crt e Cra) e soggetti pubblici che si sono concretizzati nel recupero del chiostro, dell’area oggi destinata a museo, del piano terra e del primo piano del convento, della chiesa e delle opere d’arte di Vasari. Un intervento reso possibile anche dai rapporti che Provincia, Fondazione Cra e Camera di commercio hanno tessuto, arrivando anche a ospitare le sedute internazionali del World Political Forum presieduto da Mikhail Gorbaciov. Un evento che ha consentito di intercettare una quota importante delle risorse che hanno permesso il recupero del convento (oggi trasferito dal Demanio al Comune di Bosco Marengo) e della chiesa (la proprietà è del Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno che amministra circa ottocento chiese e un patrimonio di opere d’arte dal valore miliardario e che ha un budget annuo di sette milioni di euro). La banca, parola di Gros-Pietro, sostiene i progetti del Fai come quello di Santa Croce perché “crediamo che la cultura sia un fattore produttivo”, mentre l’istituto di credito che ha ereditato circa ventimila opere d’arte di proprietà delle 250 banche che nei decenni si sono fuse per arrivare al colosso che oggi è IntesaSanpaolo è convinto che “i risultati migliori si hanno con il positivo rapporto fra pubblico e privato”. Un rapporto virtuoso che in passato ha dato grandi risultati e sul quale anche il prefetto di Alessandria è pronto scommettere. Ora la parola passa al territorio.

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