Fotografa il mio coraggio
Home
Laura Simonassi - redazione@ilnovese.info  
22 Marzo 2017
ore
00:00 Logo Newsguard

Fotografa il mio coraggio

Un selfie, una prova, una risata, un treno, una vita. Una piuma di vetro frantumata in pochi secondi, passati troppo rapidamente per lasciare via di scampo. Un ragazzino di tredici anni ha perso la vita, travolto da un treno lungo la linea Jonica a Soverato, in provincia di Catanzaro

Un selfie, una prova, una risata, un treno, una vita. Una piuma di vetro frantumata in pochi secondi, passati troppo rapidamente per lasciare via di scampo. Un ragazzino di tredici anni ha perso la vita, travolto da un treno lungo la linea Jonica a Soverato, in provincia di Catanzaro

OPINIONI – Un selfie, una prova, una risata, un treno, una vita.

Una piuma di vetro frantumata in pochi secondi, passati troppo rapidamente per lasciare via di scampo.

Un ragazzino di tredici anni ha perso la vita pochi giorni fa, travolto da un treno lungo la linea jonica a Soverato, in provincia di Catanzaro.

Stava giocando con due amici, fortunatamente usciti illesi dalla vicenda; cercavano di farsi un selfie il più vicino possibile al treno durante la sua corsa.

La notizia è molto sconfortante, perchè quella dei tre ragazzini molto probabilmente fu una prova di coraggio; un ostacolo da superare, la paura, tanto da mettere a repentaglio la propria vita per dimostrare chissà che cosa.

Una semplice bravata da ragazzi che si è trasformata in una terribile tragedia, lasciando il sapore del rimorso negli altri due amici, fisicamente salvi ma psicologicamente affranti.

Tutti, da piccoli, abbiamo dovuto misurarci con qualcosa, per essere migliori davanti a noi stessi o davanti a qualcun altro; chi per gioco, chi per orgoglio, chi per soddisfazione personale, chi perchè era alla ricerca di chissà quale conferma; ma vale la pena rischiare così tanto, rischiare la vita insomma, per mostrare un coraggio che forse nemmeno ci appartiene ?

Il coraggio non è accettare tutte le sfide; il coraggio è saperle affrontare, saper dire di no se estreme o insensate, volersi bene lo stesso nonostante siamo tutti così meravigliosamente e dannatamente umani.

Il coraggio sarebbe stato rimanere sul marciapiede, dire che quella prova era troppo stupida per essere accolta, invitare gli amici ad andare a prendere un bel gelato e infine tornare a casa.

Invece no.

La società di oggi ci mette a confronto con così tante sfide, tutte diverse; ci chiede di fare del nostro meglio, ma ci ha insegnato a farlo? Ci ha spiegato come essere forti? Abbiamo bisogno di continue conferme per sentirci tali, per sentirci all’altezza delle situazioni in cui siamo gettati e immersi.

A quanto pare questo episodio non è il primo; sono stati registrati numerosi casi di ragazzi che hanno lanciato questa nuova moda di farsi fotografare in momenti di altissimo rischio; non si tratta più di una stranezza, ma di una follia consolidata.

Non dobbiamo pensare all’incoscienza di qualche ragazzino, nemmeno alla scarsa educazione che potrebbe aver ricevuto; bisognerebbe piuttosto concentrarsi sul perchè di questo atto così insensato e falsamente temerario.

La noia? La volontà di emergere? La necessità di attenzione?

Non è coraggioso chi dice di sì a questa stupida moda, è coraggioso chi si ribella, e dice che le cose così non funzionano, non vanno bene, non sono quelle che vuole per se stesso.

“Giochiamo a essere diversi”, diceva qualcuno.

Giochiamo a essere migliori di come sembrano gli altri, dico io. La posta in palio è la nostra vita.

Non siamo prodotti in serie, siamo fatti di carne ed emozioni, siamo vivi e capaci di pensare ognuno con il proprio cervello; attiviamolo.

Capiamo, accorgiamoci che le cose forse non devono andare in questa direzione, facciamo cambiare il corso degli eventi, prendiamo in mano la situazione e rendiamola nostra.

A tutti serve un disperato e ragionevole coraggio per essere se stessi.

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione