Da Novi a Salisburgo passando per Venezia… il viaggio di Marco
Marco Casonato, novese di 29 anni, racconta come è nata la sua passione per la musica antica, un settore di nicchia e, ad oggi, ancora poco conosciuto dal grande pubblico
Marco Casonato, novese di 29 anni, racconta come è nata la sua passione per la musica antica, un settore di nicchia e, ad oggi, ancora poco conosciuto dal grande pubblico
NOVI LIGURE – Marco Casonato, novese di 29 anni, racconta come è nata la sua passione per la musica antica, un settore di nicchia e, ad oggi, ancora poco conosciuto dal grande pubblico.
Marco si avvicina alla musica durante le scuole medie e, di lì a poco, comincia a coltivare dentro di sé curiosità e ammirazione verso questo mondo. Nonostante in casa sua nessuno suoni e sia appassionato di musica, Casonato decide di iniziare a studiare e suonare il trombone nel corpo musicale Romualdo Marenco della sua città, Novi Ligure. L’entrata nella banda ha rappresentato uno stimolo per la conoscenza di altri strumenti, soprattutto di quelli che lui stesso definisce “bassi” come il violoncello; è così, infatti, che sceglie di iscriversi al conservatorio Vivaldi di Alessandria e studiare proprio questo strumento, diplomandosi nel 2012.
Da subito l’interesse di Marco si sposta verso la musica antica che «…ho sempre sentito più vicina ed immediata, libera da tante imposizioni e accademicità sterili che si possono trovare nella musica classica tradizionale». Gli strumenti per musica antica sono stati riscoperti solo all’inizio del ‘900, quando nasce la filologia musicale che recupera la prassi esecutiva, ovvero tutte quelle convenzioni che suggeriscono come un brano musicale debba essere interpretato (tempo, fraseggio, accentuazione, dinamica, articolazione ed ornamenti).
Marco decide, quindi, di studiare viola da gamba, inizialmente da autodidatta e, successivamente, al conservatorio di Venezia nel triennio 2012-2015; la scelta della viola da gamba è dettata dalla capacità espressiva dello strumento e dal suo repertorio che abbraccia tre secoli, dall’inizio del ‘500 fino alla fine del ‘700, e tutti i generi musicali, dalla sonata all’opera, dal sacro al profano, dal solo al concerto con orchestra. Marco, prosegue: “Il timbro di questo strumento è considerato, dai grandi maestri di quel tempo, come il più adatto a imitare la voce umana in tutte le sue sfumature ed emozioni. La viola da gamba – prosegue – ha la grandezza di un violoncello ma ha sei o sette corde e ha un manico tastato come la chitarra. L’arco viene tenuto con una presa particolare, un po’ diversa da quella degli archi moderni. Tutti i compositori della storia della musica, come Bach e Haendel, hanno composto almeno qualche pagina per questo affascinante strumento”.
Perché la decisione di trasferirsi a studiare proprio a Venezia? “La scelta di questa città è dovuta al valore del maestro, nel mio caso Cristiano Contadin. È importante seguire un docente che dia una formazione molto seria e concreta”. La musica antica, spiega, ad oggi, da qualcuno, è ancora considerata, a torto, come un “porto franco” dove rifugiarsi quando non ci si realizza in determinati ambiti e, quindi, la scelta su dove e, soprattutto, con chi, studiare questa materia deve essere ponderata poiché delicata e decisiva.
Dopo Venezia, il musicista, decide di proseguire i suoi studi al conservatorio Mozarteum di Salisburgo con il maestro Vittorio Ghielmiguardando così al panorama oltre confine ma con maestro italiano; “All’estero il lavoro di musicista è riconosciuto – afferma – in maniera molto più seria e gratificante che in Italia anche se, devo dire, la qualità artistica di quello che si fa nel nostra Paese non è seconda a nessuno. Moltissimi maestri di viola da gamba sono italiani e sono tra i migliori al mondo riconosciuti a livello internazionale per originalità e gusto che contraddistinguono i musicisti italiani ovunque si trovino”.
Durante gli anni di studio Marco ha portato avanti diversi lavori sia autonomamente che come componente di gruppi musicali; infatti, fa parte del trio “Campiello de’ musici” con il quale nel 2015 ha vinto il primo premio al concorso nazionale dedicato a Claudio Abbado, in Sicilia, a Palermo.
Marco, poi, fa anche parte del quartetto di viole “Consorteria delle tenebre” con il quale lavora sul repertorio vocale italiano a cavallo fra il ‘500 ed il ‘600; è proprio con questo gruppo che si è esibito all’evento organizzato dal famoso cantautore italiano, Vinicio Capossela, allo Sponz Fest, nel 2016, a Calitri, in alta Irpinia, in provincia di Avellino. Capossela, infatti, dopo aver ascoltato il quartetto quasi per coincidenza, ha scelto personalmente questo quartetto per il festival, affidando loro un programma basato su Gesualdo da Venosa, compositore italiano del 1566.
Individualmente, invece, Casonato ha già un ricco calendario che lo attende: il 14 aprile, infatti, sarà con l’orchestra Verdi a Milano, all’auditorium La Verdi , con “La passione secondo Matteo” di Bach e a giugno sarà a Ravenna con un programma dedicato a Monteverdi; a settembre, poi, in occasione dei quattrocentocinquant’ anni dalla nascita di questo grande compositore, farà parte dell’organico nell’opera “L’Orfeo”, la prima opera della storia della musica che risale al 1607, al teatro Olimpico di Vicenza.
Quando si parla di futuro, Marco, ha le idee chiare: “Mi piacerebbe lavorare in Italia, patria di grandi musicisti ed esecutori con una sensibilità ed originalità di spicco, per portare avanti la diffusione della conoscenza del repertorio per viola da gamba non solo nei grandi centri come Milano, Venezia, Firenze, Napoli e Palermo ma anche in zone dove manca ancora la possibilità di impararla nelle quali comunque l’attenzione verso questo strumento e la musica ad esso dedicata sta crescendo sensibilmente negli ultimi tempi”.

