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Concetti che una volta erano assunti come ovvii, scontati, basati su una legge naturale che sembrava evidente, indiscutibile e perenne, oggi vengono messi tranquillamente in discussione e mostrano una certa fragilità anche nelle proprie basi costitutive...
Concetti che una volta erano assunti come ovvii, scontati, basati su una legge naturale che sembrava evidente, indiscutibile e perenne, oggi vengono messi tranquillamente in discussione e mostrano una certa fragilità anche nelle proprie basi costitutive...
OPINIONI – Nel mondo occidentale l’evoluzione del pensiero e della prassi sulla procreazione, la genitorialità, il gender e temi analoghi sta mostrando un’accelerazione impensabile fino a pochi anni fa. Concetti che una volta erano assunti come ovvii, scontati, basati su una legge naturale che sembrava evidente, indiscutibile e perenne, oggi vengono messi tranquillamente in discussione e mostrano una certa fragilità anche nelle proprie basi costitutive. Si scopre che cambiando il paradigma culturale di riferimento niente può più essere come prima. Addirittura mentre una volta i genitori adottanti (ovviamente eterosessuali) cercavano di mitigare nei figli adottivi il desiderio di conoscere i propri genitori biologici e li consolavano sostenendo, giustamente, che il vero genitore è quello che ti ama e ti alleva, oggi che quest’argomento viene utilizzato dalle coppie dello stesso sesso per poter adottare i figli del partner, i difensori della famiglia classica sostengono che l’amore non basta e la biologia conta, anche se la funzione delle figure genitoriali eterosessuali, ritenuta da loro essenziale, viene messa in discussione da studi scientifici che dimostrano che i bambini di coppie omosessuali sono altrettanto normali di quelli cresciuti in famiglie etero. Peraltro anche le coppie di gay maschi cadono in contraddizione con questo principio quando cercano di avere un figlio da uno dei due attraverso la maternità surrogata. Se conta l’amore che bisogno c’è che il figlio abbia gli stessi cromosomi di uno dei partner? In realtà per ora in Italia le coppie gay non hanno la possibilità di adottare e ciò può spiegare in parte il ricorso all’utero in affitto all’estero.
A mio parere, comunque, la separazione della funzione genitoriale dal processo della procreazione biologica prenderà sempre più piede, spinta anche dalla “teoria gender” in cui addirittura il genere del singolo individuo viene dichiarato indipendente dal sesso. Recenti episodi di sentenze “innovative” in cui le leggi vigenti sono state superate o addirittura violate dai giudici “nel superiore interesse del bambino” e in cui il partner del padre biologico è stato dichiarato genitore a pieno titolo, dimostrano che la magistratura, che si ritiene più sensibile al “comune sentire” dei cittadini, in contrasto con il colpevole sonno della politica, ha deciso di andare in questa direzione. Del resto tentativi parziali, ma su basi culturali diverse sono stati anche fatti nel passato dai movimenti dei figli dei fiori e nelle comuni sessantottine in cui a volte veniva teorizzata la promiscuità sessuale e la messa in comune dei figli. Questi tentativi sono falliti non tanto per i problemi dei figli quanto per l’impraticabilità psicologica e sociale della promiscuità dei genitori.
Un secondo elemento da considerare è quanto, ad es., è apparso su La Stampa di domenica 26 marzo dedicato a “Mamme ultracinquantenni, uteri artificiali e genoma sintetico”. I primi esperimenti su uteri “articiali” furono condotti dal prof. Bulletti a metà anni ottanta e nell’ottantanove venne realizzata la prima gravidanza attraverso un utero (ottenuto da una isterectomia) collegato ad una macchina cuore-polmoni. Gli studi furono fermati allora perché prematuri rispetto alla politica e alla morale corrente, ma stanno per riprendere ora. Intanto americani e giapponesi sono andati avanti sperimentando su capre ciò che sta per diventare realtà: l’”ectogenesi”, la crescita completa di un organismo fuori dalla sua sede naturale (il termine fu coniato da Haldane già nel 1924…). Nello stesso articolo si afferma che circa un anno fa 200 genetisti americani si riunirono in segreto a Boston per discutere della possibilità di “rifare da zero il genoma e dunque di dare vita a esseri umani che non abbiano né padre né madre. Generazioni di uomini e donne programmabili per essere guerrieri o intellettuali. Il passaggio in una dimensione apparentemente impensabile. Eppure a disposizione. La tecnica è pronta. Ci vorrebbero meno di vent’anni”.

Naturalmente gli studiosi discuteranno a lungo sulle politiche genetiche da seguire, sull’opportunità di mescolare rapidamente le “razze” per arrivare ad un essere umano standard erede unico dell’umanità, oppure saltare direttamente al genoma sintetico, ma decideranno di conservare comunque delle riserve di genoma, di ovociti e di spermatozoi dei gruppi razziali “puri” a futura testimonianza e come serbatoio genetico da cui ottenere cromosomi originali in caso di difficoltà o problematiche inaspettate con il nuovo uomo. Del resto già facciamo così per i semi vegetali.
Con buona pace dei ”laudatores temporis acti” questa soluzione piacerà a molti: certamente alle donne sterilizzate e alle coppie che potranno praticare il sesso come vorranno senza alcuna preoccupazione, finalmente libere da ogni paura e non ci saranno più problemi con gli aborti (ammesso che la cosa possa essere considerata ancora problematica per qualcuno…).
Ci saranno vantaggi anche per le coppie perché potranno scegliere di esercitare le loro capacità genitoriali quando si sentiranno veramente pronte e potranno ordinare il loro bebè via internet specificandone le principali caratteristiche, attendendo forse gli ancora inevitabili nove mesi per vedersi consegnato il loro neonato. Ma se volessero averlo prima, per soddisfare immediatamente il loro “legittimo desiderio”, potrebbero accedere ai data base universali e scegliere tra i bambini già in “lavorazione” e quasi pronti alla consegna. Potrebbero così nel giro di pochi giorni o addirittura poche ore vedere soddisfatto il loro urgente bisogno di genitorialità da un drone di Amzon che scende leggero nel loro giardino sul tappetino con disegnata la ben nota a. E, con un modesto sovrapprezzo, la coppia potrebbe avere il massimo della felicità nel rispolverare anche le antiche tradizioni che si perdono nella notte dei tempi, assistendo all’atterraggio del drone vestito da cicogna con tanto di fagottino nel becco!