“Mi piacerebbe molto lavorare in Italia, culla dell’arte e di grandi musicisti”
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Carlotta Codogno - c.codogno@ilnovese.info  
23 Aprile 2017
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“Mi piacerebbe molto lavorare in Italia, culla dell’arte e di grandi musicisti”

Il percorso musicale di Alessandro Urbano, 32 anni, è iniziato proprio dalla sua città natale, Novi Ligure, alla chiesa dei Frati prima e alla Collegiata dopo e dove ha diretto per diversi anni la Corale. Oggi Alessandro si divide principalmente fra Lussemburgo, Parigi, Ginevra e Belgio

Il percorso musicale di Alessandro Urbano, 32 anni, è iniziato proprio dalla sua città natale, Novi Ligure, alla chiesa dei Frati prima e alla Collegiata dopo e dove ha diretto per diversi anni la Corale. Oggi Alessandro si divide principalmente fra Lussemburgo, Parigi, Ginevra e Belgio

NOVI LIGURE – Il percorso musicale di Alessandro Urbano, 32 anni, è iniziato proprio dalla sua città natale, Novi Ligure, alla chiesa dei Frati prima e alla Collegiata dopo e dove ha diretto per diversi anni la Corale. Urbano, poi, inizia a studiare al conservatorio Vivaldi di Alessandria e si diploma in organo e clavicembalo. Successivamente parte alla volta di Ginevra e ottiene due master tra cui uno in direzione in musica antica e l’altro in organo.

Ad oggi Alessandro, trasferitosi nel nord della Francia, è impegnato sia in un gruppo, L’Armonia degli Affetti, che individualmente e si divide principalmente fra Lussemburgo, Parigi, Ginevra e Belgio.
Con L’Armonia degli Affetti, gruppo di musica antica, ha partecipato a diversi festival francesi e italiani, vincendo un concorso nel 2014 al Festival di Ambronay, uno dei più grandi di musica antica in Europa. Inoltre Urbano ed il suo gruppo hanno appena avuto l’occasione di registrare un disco con Carlos Mena, uno dei cantanti più famosi di oggi.
Come solista, invece, Urbano ha suonato in numerosi festival d’organo tra cui Toulouse Les Orgues, il più grande festival francese di musica per organo, e inoltre è organista titolare all’organo, famoso in tutto il mondo, della chiesa di Dudelange, monumento nazionale, mentre recentemente ha suonato all’Opera Bastille a Parigi.

Quando gli si chiede quali sono i prossimi eventi che lo vedranno protagonista Alessandro racconta: «Tra fine aprile e maggio sarò al teatro dell’Opera di Ginevra per suonare al cembalo nell’opera “Così fan tutte” di Mozart con L’Orchestre de la Suisse Romande. Il 13 maggio il Conservatorio di Alessandria mi ha invitato per partecipare alla loro stagione “Scatola Sonora” per portare la mia testimonianza e suonare qualcosa. Essendo anche impegnato a Ginevra non so ancora se potrò essere lì fisicamente ma ho già in mente un’alternativa che consiste nel proiettare un mio video dove racconto la mia esperienza…in ogni caso, quindi, ci sarò! A luglio, poi, sarò ad Anversa col coro da camera di Namur, mentre dopo l’estate sarò in Lussemburgo con un recital di organo»

Numerosi sono anche i progetti che Alessandro ha in cantiere: «Prossimamente ho in programma la registrazione di un triplo cd all’organo di Dudelange, la realizzazione di un’orchestra classica con strumenti d’epoca al gran ducato di Lussemburgo, la creazione di un programma di musica cromatica del ‘500 con il gruppo L’Armonia degli Affetti e, sempre col gruppo, la realizzazione di un secondo progetto discografico con Carlos Mena e uno con Fernando Guimarães, tenore portoghese con cui lavoro ormai regolarmente».

Sul futuro Urbano risponde: «Mi piacerebbe molto poter lavorare in Italia, culla dell’arte, manifesto della storia artistica dell’umanità, senza paura di esagerare. La storia ce lo insegna, con tutti i fiamminghi, francesi, spagnoli e portoghesi che venivano a studiare con i nostri maestri nel corso dei secoli. Mi piacerebbe lavorare a Novi. Trovo, infatti, che Novi Ligure abbia molto da raccontare musicalmente dal periodo barocco fino a Romualdo Marenco e meriterebbe una diffusione più larga di quanto non stia facendo adesso. Ora la mia vita si divide fra diversi paesi Europei ma il sogno di poter portare avanti progetti anche nella mia città natale c’è sempre…»

Alessandro prosegue: «Purtroppo sono pochi i luoghi italiani in cui le condizioni di lavoro per un musicista sono corrette e ancora meno i luoghi in cui queste condizioni sono rispettate. In più, nel mondo dell’organo gli strumenti sono spesso in cattive condizioni e il concerto è dunque “compromesso” per una cattiva manutenzione dello strumento. Ci sono però delle eccezioni ed esistono strumenti di qualità straordinaria come a Novi, l’organo della Maddalena, rimasto ormai l’unico in perfetto stato»

«A Novi Ligure nel 2015 alla Maddalena ho tenuto un concerto con il gruppo L’Armonia degli Affetti ed è stata per me una serata assolutamente indimenticabile e che è stata molto apprezzata dal pubblico.Nell’occasione abbiamo girato un video live del concerto e diffuso le immagini della chiesa della Maddalena …le immagini hanno fatto il giro del mondo e sono arrivati i complimenti da Portogallo, Germania, Francia e Belgio…»
Urbano continua: «Purtroppo, salvo queste rare occasioni, fatico a trovare in Italia la possibilità di espressione e di lavoro che trovo in altri paesi. Questa è una cosa che mi rattrista: il non avere l’occasione di condividere il mio percorso artistico con la società che mi ha fatto crescere».

Cosa ti piacerebbe poter fare in Italia? «Sogno di poter tenere delle conferenze che mostrino chiaramente le diverse estetiche e aiutino ad apprezzare la retorica della musica storica, che sia Cipriano de Rore, Domenico Belli, Claudio Monteverdi, o Mozart, Beethoven, Brahms…sono sicuro che la curiosità del pubblico sia molto più grande di quanto non si creda.
La musica deve essere d’uso, deve essere vivente e non un pezzo da museo. Questa è la mia convinzione».

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