Via Roma, la parola ai commercianti
Entrando nei negozi di Via Roma la maggior parte dei proprietari rievoca lo splendore degli anni passati, quando la strada era piena di botteghe, specialmente enogastronomiche, novesi e non passavano le giornate a fare "le vasche" e uscivano dai negozi con almeno un sacchetto in mano. Oggi, invece, si perde il conto delle serrande abbassate
Entrando nei negozi di Via Roma la maggior parte dei proprietari rievoca lo splendore degli anni passati, quando la strada era piena di botteghe, specialmente enogastronomiche, novesi e non passavano le giornate a fare "le vasche" e uscivano dai negozi con almeno un sacchetto in mano. Oggi, invece, si perde il conto delle serrande abbassate
NOVI LIGURE – Entrando nei negozi di Via Roma la maggior parte dei proprietari rievoca lo splendore degli anni passati, quando la strada era piena di botteghe, specialmente enogastronomiche, novesi e non passavano le giornate a fare “le vasche” e uscivano dai negozi con almeno un sacchetto in mano. Oggi, invece, si perde il conto delle serrande abbassate. Su alcune si leggono desolanti cartelli “Affittasi” o “Vendesi”, su altre non appare nulla e si fa fatica a capire se la chiusura è temporanea o a lungo termine. Impossibile stabilire un numero esatto: molti esercizi hanno più di una vetrata e a volte non se ne identificano esattamente i confini. Facendo un conteggio il più preciso possibile si contano all’incirca una ventina di negozi chiusi.
Cerchiamo di capire quali siano le motivazioni che hanno portato a tutto questo e, soprattutto, cosa si può fare per risollevare la situazione. La maggior parte dei commercianti esprime il disappunto per la ZTL, che attualmente consente l’accesso alle auto nei giorni feriali dalle 7.30 alle 17, il giovedì dalle 14 alle 17. “L’orario dovrebbe essere più ampio, almeno fino alle 20, così da coincidere con l’apertura dei negozi” ci dice Daniela Tassone dell’Agenzia immobiliare Casa 2000 “Via Roma è storicamente la via del commercio e, prima i carri, poi le macchine, vi hanno sempre avuto libero accesso”.

C’è chi ritiene che i proprietari dei negozi decadenti dovrebbero essere obbligati e agevolati a sistemarli, oltre che incentivati ad affittare a prezzi bassi. “Oggi si percepisce un grosso senso di abbandono, mentre una volta Via Roma era il cuore del commercio” afferma Sergio Azzarello del Bio Art & Shop Café “bisognerebbe aiutare il piccolo commerciante che voglia intraprendere un’attività, incentivando soprattutto il ritorno al commercio di una volta, che si basava principalmente sul settore alimentare. Inoltre andrebbe maggiormente sfruttata Piazza Carenzi, rendendo possibile la sosta breve delle auto o organizzandovi eventi con cadenza settimanale”.

Di manifestazioni e incentivi parlano anche Roberto e Chiara Bianchi dell’Agenzia Viaggi Cosmolandia “Noi ci troviamo nella parte della via più vicina al parcheggio di Piazza XX Settembre e, perciò, più movimentata. Si dovrebbe valorizzare maggiormente la zona verso piazza della Collegiata, incentivando soprattutto il flusso dei giovani e inventandosi attività nuove legate in particolar modo alla ristorazione”.
“Bisogna far passare il messaggio che Novi è aperta” è una delle soluzioni che propone Gianluca Spinola, titolare della Locanda del Santo Bevitore e del B White “Sono e sono state troppi gli interventi che hanno comunicato un senso di chiusura e hanno portato all’allontanamento dei novesi e di chi arriva da fuori. Dal punto di vista qualitativo andrebbero obbligati i titolari a mantenere il decoro all’interno e all’esterno dei loro locali”.

Laura, insieme ad altri commercianti, gestisce la pagina Facebook Via Roma – Novi Ligure, nata proprio con l’obiettivo di far conoscere i negozi, i locali e le loro attività. Nell’immagine di copertina appare la scritta “I piccoli negozi sono la vita della tua città, COMPRA nei piccoli negozi, dai vita alla tua città”.
Le intenzioni ci sono tutte e i commercianti ci credono, vogliono che la “loro” via ritorni a vivere. Non è facile, la strada è sicuramente in salita.
Il centro storico, però, dovrebbe essere il cuore pulsante della vita cittadina e delle sue funzioni. Un bene prezioso da salvaguardare, conservare e rigenerare.