Level4: cinque ragazzi uniti dalla passione per la musica
Home
Carlotta Codogno - c.codogno@ilnovese.info  
7 Maggio 2017
ore
00:00 Logo Newsguard

Level4: cinque ragazzi uniti dalla passione per la musica

Energia positiva, grande creatività, amore per musica e parole…è questo quello che trasmettono i Level4, cinque ragazzi novesi giovanissimi, Mario Fossati voce e tastiera, Marco Marchesano basso e voce, Federico Spigolon chitarra, Samuele Cavo chitarra e Federico Repetto batteria

Energia positiva, grande creatività, amore per musica e parole?è questo quello che trasmettono i Level4, cinque ragazzi novesi giovanissimi, Mario Fossati voce e tastiera, Marco Marchesano basso e voce, Federico Spigolon chitarra, Samuele Cavo chitarra e Federico Repetto batteria

NOVI LIGURE – Energia positiva, grande creatività mista all’amore per la musica e per le parole…è questo quello che trasmettono i Level4, cinque ragazzi novesi giovanissimi, tra i venti e i ventuno anni, Mario Fossati voce e tastiera, Marco Marchesano basso e voce, Federico Spigolon chitarra, Samuele Cavo chitarra e Federico Repetto batteria.

Da quanto suonate insieme? «Con la formazione attuale suoniamo da un anno, da quando si è aggiunto Samuele e abbiamo debuttato sul palco della festa Liberamente a Novi Ligure. In realtà noi quattro – Fossati, Marchesano, Spigolon, Repetto ndr- suoniamo in gruppo da molto più tempo e ci conosciamo praticamente da una vita… abbiamo avuto molta fortuna ad incontrarci e a fare questo percorso insieme» racconta Marco.

Come si può definire il vostro genere? «Inizialmente ci siamo orientati verso gruppi come i Green Day e i Blink182, in generale facevamo cover punk rock ma da quando è arrivato Samuele, nel 2016, abbiamo iniziato a produrre pezzi nostri scritti da Mario e arrangiati da tutti noi… è stato un momento di crescita di ognuno, di consapevolezza e di evoluzione andando anche a toccare diversi sound e non solo più il punk» racconta Repetto.

Di cosa parlano i vostri testi? A chi vi ispirate? A prendere la parola è Mario: «In generale, quando scrivo, non penso a qualcuno a cui ispirarmi ma capto gli stimoli dalla realtà che mi circonda, è tutta la musica, nella sua vastità e complessità, che mi comunica quello che devo scrivere, è una sensazione… Fin da quando sono bambino la musica è per me una valvola di sfogo, un amico fidato su cui riversare le mie paure ed i miei problemi. Amo potermi sfogare scrivendo su un foglio bianco le mie emozioni per poi trasformarle in musica».

C’è un testo a cui sei particolarmente legato? «Certamente. Si tratta di uno dei primi pezzo che ho scritto “Exaggerated”. Qui parlo di me, di come prendo la vita in generale e soprattutto di come vivo il rapporto con l’altro sesso. È un testo molto importante, forse il principale».
Cavo aggiunge: «Abbiamo raggiunto un livello tale di affiatamento e sintonia per cui Mario non ha nessun timore a mostrarci quello che scrive, che poi è quello che prova e sente. Questa è una cosa da non sottovalutare e che ci rende uniti e complici sempre di più»

L’affiatamento è palpabile: «Per me entrare a fare parte del gruppo è stato molto utile – interviene Spigolon- Inizialmente provavo timore ad espormi, a suonare davanti a qualcuno…adesso è la cosa più naturale che ci sia. In questo i ragazzi mi hanno aiutato tanto. Ci sentiamo totalmente liberi di mostrarci».
Guardando la vostra pagina Facebook Level4 salta all’attenzione la vostra saletta prove, l’avete costruita voi? «La sala prove, sostanzialmente, è la cantina di casa di Mario ma l’abbiamo messa a posto e trasformata. È stato un lavoro durato molti mesi, abbiamo fatto cose che non avremmo mai immaginato di riuscire… siamo molto soddisfatti di come sia venuta, è la nostra seconda casa e non vediamo che arrivi il giorno delle prove per incontrarci nel nostro “rifugio” e dar vita a nuovi pezzi» raccontano in coro i ragazzi.

Quali sono le prossime date in programma? «Suoneremo domenica 11 giugno alle ore 21.00 alla festa Arte e Birra di Pasturana… chiunque abbiamo voglia di venire a scoprirci sarà il benvenuto!»
I giovani come voi, nel mondo in cui siamo, hanno modo esprimersi? «I giovani musicisti e in generale tutti gli artisti dovrebbero avere più spazio. Ciò che vorremmo è solo una possibilità, una chance, un modo per poter fare della musica la nostra vita, il nostro pane, il nostro lavoro. La zona in cui siamo è musicalmente infelice, offre molto poco e spesso i ragazzi devono recarsi altrove per esprimere loro stessi e la loro passione: questo non è giusto. Vorremmo trasmettere la nostra arte a più persone possibili… in fondo, quello che chiediamo, è solo una possibilità».

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione