Valerio Binasco alla guida artistica del Teatro Stabile di Torino
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Carlotta Codogno - c.codogno@ilnovese.info  
10 Maggio 2017
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Valerio Binasco alla guida artistica del Teatro Stabile di Torino

"È molto forte in me la gioia, certo, ma il sentimento che prevale è quello della responsabilità nei confronti di questa città che amo profondamente, della regione in cui sono nato..."

"È molto forte in me la gioia, certo, ma il sentimento che prevale è quello della responsabilità nei confronti di questa città che amo profondamente, della regione in cui sono nato..."

NOVI LIGURE – Il consiglio di amministrazione del Teatro Nazionale ha deciso, all’unanimità, di affidare a Valerio Binasco, regista e attore novese tra i più apprezzati e premiati della scena italiana, la consulenza per la direzione artistica per il periodo dal 2018 al 2020 del Teatro Stabile di Torino. Binasco succederà a Mario Martone che lascerà a fine 2017 dopo un mandato di dieci anni. Nella sua carriera, Binasco, ha lavorato con personaggi del calibro di Carlo Cecchi e Franco Branciaroli, alternando il suo ruolo di regista ed attore all’attività di insegnamento teatrale e vincendo numerosi premi.

«Non vedo l’ora di mettermi al lavoro
per contribuire, nel mio nuovo ruolo, a progettare il futuro della nostra comunità», sono le prime parole di Binasco subito dopo la nomina.
«Ringrazio innanzitutto coloro che hanno avuto l’idea di propormi questo incarico – prosegue Binasco – Prima di oggi non sapevo che cosa volesse dire davvero sentirsi onorato. È molto forte in me la gioia, certo, ma il sentimento che prevale è quello della responsabilità nei confronti di questa città che amo profondamente, della regione in cui sono nato, degli artisti che qui risiedono e lavorano, molti dei quali sono amici di una vita coi quali sarà bellissimo confrontarsi su idee e progetti».

Il direttore del Teatro Stabile Filippo Fonsatti afferma: «Analizzando il profilo dei più importanti esponenti della scena teatrale italiana la scelta è ricaduta su Binasco per la solidità e la coerenza di un percorso artistico ben connotato nel corso della carriera e delineato in tre ambiti, nei quali ha coniugato la ricerca e il rigore con uno stile registico sempre capace di entrare in relazione con il pubblico».

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