Farina, un vero sportivo di grande onestà
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Redazione - redazione@ovadaonline.net  
23 Maggio 2017
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Farina, un vero sportivo di grande onestà

Cordoglio a Ovada, la sua città Natale, e a Novi Ligure dove l'ex arbitro di Serie A aveva mosso i primi passi col fischietto. In Serie A debutto nel 1995, poi 236 presenze. Il ricordo di Enzo Prato, Massimiliano Fortunato e Camillo Acri

Cordoglio a Ovada, la sua città Natale, e a Novi Ligure dove l'ex arbitro di Serie A aveva mosso i primi passi col fischietto. In Serie A debutto nel 1995, poi 236 presenze. Il ricordo di Enzo Prato, Massimiliano Fortunato e Camillo Acri

OVADA – Una grande passione per lo sport quella di Stefano Farina, scomparso martedì 23 maggio a 54 anni. Una passione a 360 gradi nata con il calcio e proseguita con il tennis. Un ricordo vivo quello degli ovadesi anche se da molti anni l’ex arbitro di Serie A aveva scelto di vivere a Roma.

Debuttò in Serie A il 22 gennaio 1995 nella partita Foggia-Reggiana e da allora ha collezionato 236 presenze nella massima divisione e 117 in serie B. “Aveva iniziato a giocare nel settore giovanile dell’Ovada Calcio – ricorda Enzo Prato, giornalista e grande esperto di sport locale – Il suo ruolo era quello di centrocampista. Sulle sue doti di calciatore era il primo a scherzare dicendo che aveva scelto di arbitrare dopo essersi reso conto di come giocava”.

Si iscrisse al corso per arbitri della sezione Aia di Novi Ligure alla fine del 1979. Quindici anni dopo, nella stagione 1994/95, era stato promosso alla Can A/B e nel 2000 era stato nominato arbitro internazionale.

«Uno dei più grandi desideri di Stefano è sempre stato quello di riuscire a passare il testimone a qualche giovane – racconta Massimiliano Fortunato, presidente dei fischietti novesi – Sperava che da Novi qualcuno riuscisse a seguire le sue orme. Quando teneva le lezioni ai colleghi della sezione Aia era sempre ascoltato con attenzione. Dalle sue parole traspariva grande autorevolezza e si capiva che voleva trasmettere agli altri l’esperienza fatta sua in tanti anni sui campi da gioco. Ma era anche una persona gioviale e simpatica, e riusciva a farci divertire tutti pur parlando di regolamento e di tecnica. È una grande perdita per tutti noi». Nelle sue visite ovadesi si rendeva sempre disponibili a spiegare ai giocatori delle squadre locali le novità su regole e interpretazioni arbitrali. Il Geirino era il luogo per molti suoi allenamenti, tra pista d’atletica per il condizionamento atletico e campo per la simulazione della partita.

Camillo Acri, componente del Consiglio Direttivo del Settore Giovanile e Scolastico della Figc, ha la voce rotta dall’emozione. Lui Stefano Farina l’ha visto crescere, come uomo e come arbitro, precedendolo di una generazione. «Era una persona giusta, corretta. Forse l’unica persona con la schiena dritta che ho conosciuto nella mia vita. Non scendeva mai a compromessi. E ora non c’è più». Da arbitro di Serie A non era stato nemmeno toccato dal ciclone di “Calciopoli” nel 2006. Anni prima, nell’ottobre del 1998 denunciò un tentativo di corruzione messo in atto prima della partita di campionato tra Sampdoria ed Empoli, vinta 3-0 dai blucerchiati, con la compartecipazione dell’allora sindaco di Castelletto d’Orba, Lorenzo Repetto. Il 27 novembre la Commissione disciplinare punì l’Empoli con due punti di penalizzazione. La Caf respinse il successivo ricorso della società toscana.

Tra le altre passioni il tennis e la musica: per un certo periodo, negli anni ’80, era stato dj per l’emittente ovadese Radio Echo. 

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