Condannato a 30 anni di carcere per la morte dell’imprenditore Belsito
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Condannato a 30 anni di carcere per la morte dell’imprenditore Belsito

La Corte d'Appello conferma 30 anni di carcere ad Alessandro Loiacono per la morte dell'imprenditore gaviese Domenico Belsito. 2 anni e 8 mesi per Antonio De Filippi

La Corte d'Appello conferma 30 anni di carcere ad Alessandro Loiacono per la morte dell'imprenditore gaviese Domenico Belsito. 2 anni e 8 mesi per Antonio De Filippi

TORINO – Confermata dalla Corte d’Appello di Torino la pena di 30 anni di carcere per Alessandro Loiacono per l’omicidio dell’imprenditore gaviese Franco Domenico Belsito [nella foto], commesso in un capannone di Pontecurone nel pomeriggio del 28 novembre 2013.
E’ stato invece riconosciuto il reato di favoreggimento per Antonio De Filippi, condannato in primo grado a 14 anni di carcere. 
Il delitto risale, appunto, al 2013. Belsito e Loiacono si incontrano per discutere di affari. Un confronto che poi è degenerato: Loiacono ammette, fin da subito, di aver avuto una colluttazione con l’imprenditore e, credendolo morto, si sarebbe fatto aiutare da De Filippi nel trasportare il corpo nel bagaglio dell’auto, una Croma, portata fino alla piazza di Lu Monferrato, dove venne effettivamente ritrovato da un amico della vittima.
Partono le indagini, scattano le manette ai polsi di Loiacono, mentre De Filippi viene accusato di occultamento di cadavere, ipotesi poi caduta in appello. Gli esiti dell’autopsia, effettuata dal medico legale Rita Celli confermano come Belsito sia morto per asfissia. Durante il processo di primo grado emerge successivamente come le cause della morte dell’imprenditore fossero dovute da colpi di arma da fuoco. Sulla nuce di Belsito erano infatti presenti due fori, compatibili con colpi di arma da fuoco.  Si procede fino a quando la seconda autopsia rivela i due fori nella testa dell’imprenditore originario di Vibo Valentia, segni inequivocabili del colpo di testa. La scoperta induce i difensori a chiedere il rito abbreviato, che prevede in automatico lo sconto di un terzo della pena. La prima sentenza riconosce la colpevolezza dei due. In secondo grado, davanti alla Corte d’Appello, ieri, viene confermata la pena a 30 anni per Loiacono e di 2 anni e 8 mesi per De Filippi. 
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