Grafoplast, via alla procedura di mobilità: lavoratori in sciopero
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Redazione - redazione@ovadaonline.net  
19 Settembre 2017
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Grafoplast, via alla procedura di mobilità: lavoratori in sciopero

Ieri manifestazione davanti allo stabilimento di Predosa che la multinazionale americana 3M ha ritenuto "non strategico". Avviata dal 4 settembre la procedura di mobilità. "Chiediamo risposte sulle manifestazioni di interesse"

Ieri manifestazione davanti allo stabilimento di Predosa che la multinazionale americana 3M ha ritenuto "non strategico". Avviata dal 4 settembre la procedura di mobilità. "Chiediamo risposte sulle manifestazioni di interesse"

PREDOSA – Chiedevano chiarezza sul loro futuro i lavoratori che nel pomeriggio di ieri hanno manifestato davanti ai cancelli della 3M di Predosa. A proclamare l’agitazione, dopo l’assemblea in mattinata, Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, per il flop dell’incontro di lunedì in Confindustria coi vertici italiani della multinazionale americana che da tempo ha annunciato di voler trasferire la produzione.

“Ci aspettavamo risposte che per l’ennesima volta non sono arrivate. Su nostra sollecitazione in estate la 3M si è impegnata a cercare un compratore per la sede di Predosa che vuole chiudere: sappiamo di varie dimostrazioni d’interesse ma non ci viene detto quante né a che punto siano le trattative» spiegano Marco Sali (Cgil), Roberto Marengo (Cisl) ed Elio Bricola (Uil).

La notizia della possibile cessione dello stabilimento era trapelata lo scorso luglio. Nel frattempo il 4 settembre scorso è stata aperta la procedura di mobilità. I 43 dipendenti hanno dato il via a un’ora e mezzo di picchetto mentre sono stati proclamati lo stato d’agitazione permanente e un pacchetto di ore di sciopero che saranno messe in atto a giorni alterni da oggi al 5 ottobre, data del nuovo incontro con la proprietà.

Lo stabilimento di Predosa, che produce marcature per cavi elettrici, è una briciola nella galassia 3M, una multinazionale con diverse ramificazione che, a giugno, ha annunciato di non ritenere più strategica la sede alessandrina e la sua produzione e di volerla dismettere, mettendo fine alla produzione entro novembre e chiudendo la sede a inizio 2018.

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