Sindacati e Outlet, il prefetto riapre il dialogo
Un nuovo spiraglio nei rapporti tra l'Outlet di Serravalle Scrivia e i sindacati dei lavoratori. Ad aprirlo è stata la mediazione del prefetto Romida Tafuri che, su richiesta di Cgil, Cisl e Uil, ha convocato le parti per un incontro in prefettura
Un nuovo spiraglio nei rapporti tra l'Outlet di Serravalle Scrivia e i sindacati dei lavoratori. Ad aprirlo è stata la mediazione del prefetto Romida Tafuri che, su richiesta di Cgil, Cisl e Uil, ha convocato le parti per un incontro in prefettura
SERRAVALLE SCRIVIA – Un nuovo spiraglio nei rapporti tra Serravalle Outlet e i sindacati dei lavoratori. Ad aprirlo è stata la mediazione del prefetto Romida Tafuri che, su richiesta di Cgil, Cisl e Uil, ha convocato le parti per un incontro in Prefettura. E’ stato sottoscritto un verbale di poche righe, ma “che avvia un percorso”, dicono unanimamente sindacati e direzione dell’azienda, nero su bianco.
Entro un mese circa, il 27 novembre, è già stato fissato un nuovo appuntamento. In quella data le parti dovranno arrivare al tavolo con qualche cosa di più di una promessa. “Lavoreremo insieme per trovare punti condivisi”, assicura Daniela Bricola, direttrice del centro commerciale più grande d’Europa. Tra i punti su cui trattare ci sono gli orari di lavoro, aperture festive, sicurezza dei lavoratori, applicazione dei contratti nazionali.
“Il Prefetto ha colto l’importanza delle problematiche ed ha chiesto di trovare punti di avvicinamento”, dice Maura Settimo di Uil.
“Ci incontreremo nuovamente con la direzione dell’azienda per capire se è possibile raggiungere delle intese, con l’impegno di ritrovarci il prossimo 27 novembre, per una verifica”, specifica Fabio Favola di Cgil.
“L’aspetto positivo è che abbiamo provato a ragionare insieme, con la guida del Prefetto. Ci siamo dati un percorso su cui lavorare”, aggiunge Cristina Vignolo di Cisl.
Sono circa 2 mila i lavoratori del Serravalle Outlet. La protesta dei lavoratori, la prima in dieci anni di storia, era scattata a Pasqua, quando l’azienda aveva decretato l’apertura del centro il giorno di festa. Da allora, dopo il primo sciopero, ci sono stati timidi contatti tra le parti che non hanno però portato a nulla di concreto.