I sindacati ai lavoratori Outlet: “non molliamo, l’unione fa la forza”
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
28 Ottobre 2017
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I sindacati ai lavoratori Outlet: “non molliamo, l’unione fa la forza”

Non c'era certo la platea dell'ultima riunione, quella che ha preceduto lo sciopero di Pasqua, al centro fieristico Dolci Terre. Il tema della serata, organizzata dai sindacati di categoria Cgil, Cisl e Uil, voleva essere un momento informativo su quanto è stato fatto in questi mesi

Non c'era certo la platea dell'ultima riunione, quella che ha preceduto lo sciopero di Pasqua, al centro fieristico Dolci Terre. Il tema della serata, organizzata dai sindacati di categoria Cgil, Cisl e Uil, voleva essere un momento informativo su quanto è stato fatto in questi mesi

NOVI LIGURE – Non c’era certo la platea dell’ultima riunione, quella che ha preceduto lo sciopero di Pasqua, al centro fieristico Dolci Terre. Il tema della serata, organizzata dai sindacati di categoria Cgil, Cisl e Uil, voleva essere un momento informativo su quanto è stato fatto in questi mesi “di apparente silenzio”, ha premesso Fabio Favola della Cgil. 
“Abbiamo iniziato un percorso – ha spiegato Favola – che ci ha portato ad incontrare la direzione dell’Outlet. Dopo una iniziale apertura, a luglio, è arrivata la chiusura sulla sottoscrizione della piattaforma di relazioni sindacali proposta, a settembre”. Da lì la rischiesta di un incontri sitituzionale davanti al prefetto Romilda Tafuri, che ha riaperto il dialogo.
“Inizia ora un nuovo percorso, in cui, entro il 27 novembre, si cercherà un accordo sui singoli punti proposti”. “Non siamo depressi o intimoriti”, dice ancora il sindacalista.
A scoraggiare, casomai, non è tanto la vertenza ancora in corso, quanto la scarsa partecipazione all’assemblea. Eppure, le condizioni di lavoro, rispetto alla scorsa primavera, non sono cambiate. E il 26 dicembre il centro ha già confermato l’apertura. 
La piattaforma proposta e bocciata a settembre prevede quattordici i punti: relazioni sindacali; regolamentazione degli appalti; ambiente e sicurezza per i lavoratori; parcheggi e trasporti; cambi di gestione; bilateralità, formazione, previdenza e assistenza sanitaria; diritto al pasto e alle pause; tutela della maternità e paternità; lavoro domenicale; tutela e integrità personale; produttività e welfare; interventi a sostegno dell’infanzia; monitoraggio e tutela del fenomeno delle molestie, mobbing e disagio lavorativo.

Il punto, però, è sempre lo stesso: all’interno del centro commerciale ci sono un mosaico di situazioni e contratti differenti difficile da regolamentare. “Occorre trovare dei punti comuni, ma siamo disponibili a vedere tutte le questioni, singolarmente. Ci sono leggi e contratti che devono essere rispettati”, dice Maura Settimo. Ci sono i tirocinanti, i precari, i commessi che svolgono mansioni superiori alla qualifica contrattuale.

Ma c’è anche il timore dei dipendenti, emerso anche l’altra sera: la paura che “se non lavori quando dicono, ti lasciano a casa, o ti spostano”.
“Nessun datore può chiedere di lavorare in un giorno festivo se non c’è l’accordo con il dipendente – prova a spiegare Favola – ma se tutti dicono “no” ha un peso maggiore, rispetto ad un singolo”, che ricorda anche come “Nessuno dei dipendenti che ha scioperato a Pasqua è stato licenziato.

Il messaggio, comunque è chiaro: Se entro il 27 novembre l’accordo su tutti i punti o su almeno alcuni di questi non si trova, “non escludiamo nulla”. Compreso un secondo sciopero

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