Paziente morta in ospedale: 17 indagati
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Redazione - redazione@ovadaonline.net  
2 Novembre 2017
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Paziente morta in ospedale: 17 indagati

Una donna di 74 anni fu trasportata all'ospedale di Novi Ligure dove un intervento in urgenza non servì a salvarle la vita. Per i consulenti del tribunale si trattò di "perforazione dell'intestino per pratica scorretta". Coinvolti 17 tra medici e infermieri degli ospedali di Novi Ligure e Ovada e della casa di riposo Lercaro

Una donna di 74 anni fu trasportata all'ospedale di Novi Ligure dove un intervento in urgenza non servì a salvarle la vita. Per i consulenti del tribunale si trattò di "perforazione dell'intestino per pratica scorretta". Coinvolti 17 tra medici e infermieri degli ospedali di Novi Ligure e Ovada e della casa di riposo Lercaro

CRONACA – Una manovra infermieristica abituale ma portata a termine senza l’adeguata diligenza. È il responso della perizia consegnata dal consulente legale Luca Tajana e dal chirurgo Alberto Venegoni nelle mani del pubblico ministero Lisa Iovane che sta indagando sul decesso di una commerciante di 74 anni. La donna fu trasferita dall’ospedale di Ovada a quello di Novi Ligure ma prima era stato disposto un soggiorno presso la casa di riposo dell’Ipab Lercaro.

Per la vicenda sono indagati diciassette tra medici e infermieri degli ospedale di Ovada e Novi Ligure e della struttura di Lercaro. In seguito alla pratica infermieristica già disposta la paziente accusò fortissimo dolori addominali. E così fu disposto il trasferimento al San Giacomo di Novi Ligure dove fu accerta una perforazione intestinale.

La perforazione, secondo quando contenuto nella perizia, sarebbe attribuibile proprio a una manovra effettuata alla casa di riposo Lercaro e ritenuta necessaria dopo un lungo periodo di stop a letto: la donna il 10 maggio era caduta e si era procurata la frattura del bacino.

Il quadro clinico della donna appariva peraltro compromesso per una malattia epatica. A Novi fu effettuato un intervento urgente che però si rivelò inutile. Gli indagati sono tutelati dagli avvocati Roberto Cavallone, Tino Goglino, Silvia Ferrari, Enrico Magaglio e Paola Sultana.

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