Basso su Ics: “situazione sotto controllo, ma mancano le risorse”
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Irene Navaro - irene.navaro@alessandrianews.it  
25 Novembre 2017
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Basso su Ics: “situazione sotto controllo, ma mancano le risorse”

Mancano oltre 300 mila euro per la messa in sicurezza delle discariche Ics. Ma chi li deve “tirare fuori” quei soldi? Sta tutta in questa domanda la vicenda della bonifica del sito dell'ex Subalpina, ad Arquata Scrivia, tornata alla ribalta della cronaca dopo la pubblicazione delle intercettazioni della Procura della Repubblica di Reggio Calabria sui rifiuti interrati

Mancano oltre 300 mila euro per la messa in sicurezza delle discariche Ics. Ma chi li deve “tirare fuori” quei soldi? Sta tutta in questa domanda la vicenda della bonifica del sito dell'ex Subalpina, ad Arquata Scrivia, tornata alla ribalta della cronaca dopo la pubblicazione delle intercettazioni della Procura della Repubblica di Reggio Calabria sui rifiuti interrati

ARQUATA SCRIVIA –  Mancano oltre 300 mila euro per la messa in sicurezza delle discariche Ics. Ma chi li deve “tirare fuori” quei soldi? Sta tutta in questa domanda la vicenda della bonifica del sito dell’ex Subalpina, ad Arquata Scrivia, tornata alla ribalta della cronaca dopo la pubblicazione delle intercettazioni della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, sulla trattativa tra Orlando Sofio, individuato come esponente della ‘ndrangheta nel basso Piemonte, e l’ex proprietà della fabbrica di vernici. Nello scambio di telefonate, Sofio accennava a “rumenta che inquina ancora”.
Più o meno contemporaneamente, si era attivato anche un privato cittadino che aveva indicato un punto preciso dove sarebbero stati interrati rifiuti, al di fuori delle due discariche già note.

Abbiamo fatto il punto della situazione con il sindaco di Arquata Scrivia, Alberto Basso.
“Durante il sopralluogo con i carabinieri del Noe, Arpa e Asl, il 25 ottobre scorso – spiega Basso – non è stato trovato praticamente nulla di quel che si temeva. E’ stato tuttavia redatto un verbale da parte di Arpa in cui si prende atto del mancato rispetto delle ordinanze sindacali”. Il verbale, insieme agli atti, sono stati inviati anche alla Procura.

Le ordinanze, firmate dal sindaco Paolo Spineto prima e Basso, poi, prevedevano la caratterizzazione del sito, la messa in sicurezza e la rimozione di alcune coperture di amianto. Cosa non è stato fatto e perchè?
“Sostanzialmente mancano le risorse. L’azienda ha avviato una procedura di concordato fallimentare e il curatore, che deve rispondere a sua volta ad un giudice, dice di non avere sufficienti risorse per l’ottemperare all’ordinanza. E’ stata fatta la caratterizzazione, tramite una ditta incaricata: in alcuni casi sono stati campionati i contenuti di bidoni e cisterne, in altri casi non è stato possibile e la ditta si è limitata a prendere atto delle etichette applicate. Per quanto riguarda l’amianto, invece, la maggior parte delle coperture è stata rimossa e sostituita”.

E il Comune che ruolo ha avuto?

“Quel che era di nostra competenza: abbiamo sempre seguito passo per passo tutte le diverse fasi. Già nel 2008 ci eravamo attivati per la sistemazione e messa in sicurezza della prima discarica, diciamo quella storica. E’ stato chiesto di potenziare il diaframma di contenimento a monte dello stabilimento, per evitare che l’acqua piovana intaccasse la discarica portando le sostanza fuori dal sito, verso lo Scrivia. Ci siamo attivati per far si che venisse completata la messa in sicurezza della seconda discarica, dove manca ancora la copertura. Nel frattempo l’azienda è entrata nella procedura fallimentare. Insieme agli enti preposti, sono stati eseguiti controlli, quelli che poi hanno portato a firmare le ordinanze. L’ultima rilevazione è stata fatta a febbraio 2017 quando Arpa ha eseguito un monitoraggio dell’aria in tre punti per rilevare eventuali dispersioni di fibre d’amianto. Il monitoraggio ha dato esito negativo, nel senso che non sono state rilevate fibre e, nel momento in cui c’erano, sono risultate abbondantemente sotto i limiti previsti dalla legge”.

Dopo la pubblicazione delle intercettazioni cosa è stato fatto?
“Tramite gli uffici della Questura è stato chiesto un accesso agli atti per verificare a quali rifiuti si faceva cenno. Ci è stato risposto che il riferimento era alle due discariche note ed esistenti”.

Però un cittadino ha, a sua volta, fatto segnalazioni agli enti ed anche al ministero dell’Ambiente, per chiedere controlli.
“Sì, e il controllo è stato fatto, il 25 ottobre e non è stato trovato praticamente nulla. Il Ministero, a seguito della segnalazione, ci ha chiesto una relazione, che stiamo predisponendo. In quell’occasione chiederemo anche fondi per la bonifica, se il curatore fallimentare ribadirà che non ha disponibilità economica”.

Quindi, se il curatore non ha fondi, come si può garantire la sicurezza per la salute dei cittadini?
“Nel caso in cui cui si faccia avanti un acquirente per il sito, spetterebbe alla nuova proprietà garantire la messa in sicurezza. Stiamo valutando anche di escutere con Provincia e Regione la fideiussione ancora attiva, per il completamento della bonifica della discarica vecchia. L’intenzione è di utilizzare quelle risorse per sistemare la sponda del fiume che è stata danneggiata durante gli ultimi eventi alluvionali. Intanto, ripeto, chiederemo l’intervento di Stato e Regione, per finanziare la bonifica.”.

Insomma si rischia una nuova “Ecolibarna”? C’è un reale pericolo per la salute e l’ambiente?
“L’Asl, in merito alla caratterizzazione dei rifiuti speciali o pericolosi, ha affermato che occorre lo smaltimento perchè ci potrebbe essere un rischio in caso di precipitazioni molto intense. Lo smaltimento può essere anche graduale. Non sottovalutiamo la situazione ma, al momento, ci sembra sotto controllo”.

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