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Aveva dato del “somaro” all’agente, condannato a 20 giorni di carcere
Venti giorni di carcere, con la condizionale e la non menzione sul casellario, e quattrocento euro di risarcimento per aver dato del somaro all'agente di polizia municipale in servizio. L'episodio risale a cinque anni fa, a Gavi
Venti giorni di carcere, con la condizionale e la non menzione sul casellario, e quattrocento euro di risarcimento per aver dato del somaro all'agente di polizia municipale in servizio. L'episodio risale a cinque anni fa, a Gavi
CRONACA – Venti giorni di carcere, con la condizionale e la non menzione sul casellario, e quattrocento euro di risarcimento per aver dato del “somaro” all’agente di polizia municipale in servizio Gabriele Garberoglio. E’ la pena stabilita dal giudice di Alessandria per Lucio Nattino, gaviese di 45 anni, accusato di oltraggio a pubblico ufficiale. La condanna arriva dopo cinque anni dall’episodio contestato: una discussione nata in piazza per un’auto lasciata in divieto di sosta.
Nattino aveva lasciato l’auto sullo slargo di piazza Roma per andare a prendere un caffè la bar. L’agente di polizia municipale stava eseguendo i controlli. Vedendo il vigile avvicinarsi all’auto, Nattino era uscito dal bar, assicurando all’agente che l’avrebbe spostata subito. Il vicecommissario chiede i documenti e, secondo quanto ricostruito in aula, annota i dati sul retro taccuino delle multe, senza fare però il verbale. Nattino chiede la restituzione dei documenti. Si scambiano qualche parola di troppo e arrivano anche i carabinieri.
E’ in quel momento che Nattino avrebbe dato del “somaro” all’agente. L’avvocato di difesa, Edoardo Armano, spiega in aula che il suo assistito “aveva percepito da parte di Garberoglio un atteggiamento arbitrario”. Per contro l’agente, difeso dagli avvocati Michela Bovio ed Enrico Macera, dice di essersi sentito in qualche modo “minacciato”, quanto meno verbalmente, da Nattino. Motivo per cui non avrebbe elevato la multa. Scatta comunque la denuncia a carico del gaviese, per oltraggio per aver “proferito frasi ingiuriose che hanno leso l’immagine del pubblico ufficiale”.
Garberoglio si è costituito parte civile e il tribunale gli ha riconosciuto un risarcimento di 400 euro, contro la richiesta iniziale di 5 mila.
Nattino è stato quindi condannato a venti giorni di carcere, al risarcimento del danno e delle spese processuali. Attenderà le motivazioni della sentenza per valutare un eventuale ricorso in appello.