Una Giselle in chiave moderna sul palco del Giacometti
Sarà all'insegna del balletto il secondo appuntamento con la stagione teatrale al Giacometti di Novi Ligure. Per la coreografia di Mats Ek la ballerina Pompea Santoro interpreterà "Come Giselle Estratti da Giselle in chiave moderna"
Sarà all'insegna del balletto il secondo appuntamento con la stagione teatrale al Giacometti di Novi Ligure. Per la coreografia di Mats Ek la ballerina Pompea Santoro interpreterà "Come Giselle? Estratti da Giselle in chiave moderna"
NOVI LIGURE – Sarà all’insegna del balletto il secondo appuntamento con la stagione teatrale al Giacometti di Novi Ligure. Sabato 2 dicembre per la coreografia di Mats Ek la ballerina Pompea Santoro interpreterà “Come Giselle… Estratti da Giselle in chiave moderna” (biglietti da 14 a 20 euro, inizio spettacolo ore 21.00).
Considerata il simbolo del balletto classico e romantico, la fiaba di Giselle, ideata dal romanziere francese Théophile Gautier, affascinato dalla leggenda delle Villi, spiriti della tradizione slava, e musicata dal compositore Adolphe Charles Adam, venne rappresentata in due atti per la prima volta il 28 giugno 1841 all’Opéra National de Paris, riscuotendo da subito un successo incredibile. Giselle, giovane contadina con la passione per la danza, vive con la madre Berthe in un villaggio nella Renania medievale; la ragazza incontra Loys, un giovane popolano, che in realtà è il principe di Slesia, Albrecht.
Messa da parte la riluttanza iniziale, Giselle, che non sa che Loys è un principe, si innamora del giovane con cui balla nonostante Berthe richiami la figlia a causa delle deboli condizioni di salute. La madre è inoltre ossessionata dalla leggenda delle Villi e diffida di Loys, temendo di vedere un giorno la figlia trasformata in una Villi. I giovani affidano il destino del loro amore ai petali di una margherita, ma il gioco termina con un presagio negativo. Wilfred, amico del principe, tenta invano di convincerlo a non frequentare più la ragazza. Hilarion, geloso di Giselle, nota il mantello del giovane sconosciuto e la sua spada con uno stemma; a una battuta di caccia Giselle offre del vino alla promessa sposa di Albrecht, la principessa Bathilde, la quale, stupita della sua dolcezza, le dona il suo medaglione.

Albrecht arriva disperato alla ricerca della tomba di Giselle il cui fantasma appare davanti a lui e gli ricorda il funesto presagio della margherita; il principe implora il suo perdono, ma Myrtha costringe Albrecht a danzare per sempre per farlo morire, ma Giselle inizia a danzare con lui per tutta la notte e all’alba le Villi sono costrette a svanire. Albrecht è salvo grazie all’amore di Giselle che, non appartenendo più alle Villi, torna nella sua tomba, ai cui piedi rimane principe, distrutto dal dolore.
“La Giselle” di Mats Ek è stata presentata per la prima volta nel 1982 e subito la critica ne ha fatto un successo mondiale. Mats si concentra sugli esseri umani, analizzando i loro pensieri e sentimenti, dando di Giselle una personalissima lettura: è una fanciulla di paese, incapace di controllare gli istinti e le emozioni e lo sfondo del secondo atto è un ospedale psichiatrico, dove non ci sono le Willi, ma donne in camicia di forza e dove Giselle accetterà la propria condizione attraverso la sofferenza delle altre donne.