Studenti novesi a Torino per raccontare l’esperienza del processo simulato
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
5 Marzo 2018
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Studenti novesi a Torino per raccontare l’esperienza del processo simulato

Sei giovani novesi a Torino per raccontare l'esperienza del "processo simulato". Alessandra Ciamballi, Michele Di Donna, Stefano Summa, Davide Monteleone, Chiara Assenza e Samuele Solari, tutti studenti dell’istituto Ciampini-Boccardo, hanno partecipato alla giornata regionale contro il bullismo

Sei giovani novesi a Torino per raccontare l'esperienza del "processo simulato". Alessandra Ciamballi, Michele Di Donna, Stefano Summa, Davide Monteleone, Chiara Assenza e Samuele Solari, tutti studenti dell?istituto Ciampini-Boccardo, hanno partecipato alla giornata regionale contro il bullismo

NOVI LIGURE – Sei giovani novesi a Torino per raccontare l’esperienza del “processo simulato”. Alessandra Ciamballi, Michele Di Donna, Stefano Summa, Davide Monteleone, Chiara Assenza e Samuele Solari, tutti studenti dell’istituto Ciampini-Boccardo, hanno partecipato insieme ad altri ragazzi delle scuole piemontesi alla giornata contro il bullismo e il cyber bullismo.

Ogni scuola intervenuta a Torino è stata promotrice di vari progetti, che sono stati presentati dai ragazzi stessi. Gli studenti del Ciampini-Boccardo hanno raccontato l’esperienza della simulazione del processo penale svoltosi in questi mesi nell’istituto e si sono fatti promotori di un importante messaggio, quello della giustizia e del rispetto verso gli altri, valori fondanti di una società che non può essere civile, se non fondata saldamente su di essi.

«La giornata conclusiva di Torino è stata un momento importante – spiega Roberta Angeleri, docente coordinatrice del gruppo di lavoro insieme ad Antonella Rangon e a Rossella Narciso – È stata il punto di arrivo di un progetto che ha coinvolto studenti, docenti e personale scolastico, con lo scopo di informare e diffondere la cultura della legalità, perché siamo convinti che sia la scarsa consapevolezza del fenomeno trasformare gli studenti in vittime o carnefici».

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