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Morì nel cantiere a Serravalle, due assolti e due a giudizio
Assolti il coordinatore della sicurezza del cantiere e il progettista dei lavori per lo scavo fognario a Serravalle Scrivia, dove perse la vita un operaio di 53 anni, nel 2015. Andranno invece a processo l'amministratore della ditta e il responsabile del cantiere
Assolti il coordinatore della sicurezza del cantiere e il progettista dei lavori per lo scavo fognario a Serravalle Scrivia, dove perse la vita un operaio di 53 anni, nel 2015. Andranno invece a processo l'amministratore della ditta e il responsabile del cantiere
CRONACA – Fu un attimo, una manciata di minuti. Tanto bastò perchè Giorgio Aurelio Cristallo, l’operaio di 53 anni di Pozzolo Formigaro perdesse la vita in un cantiere edile, durante degli scavi fognari, nel quartiere Ca’ del Sole, a Serravalle Scrivia, nel giugno del 2015. Ieri, davanti al tribunale di Alessandria, due dei quattro rinviati a giudizio per omicidio colposo sono stati assolti. Pietro Misurale, progettista e direttore lavori e Daniele Grosso, coordinatore della sicurezza del cantiere avevano scelto di essere giudicati con rito abbreviato e sono stati assolti. Erano difesi dagli avvocati Agostino Goglino, Rossella Monti e Antonio Rubino. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a due anni e otto mesi di reclusione, ma il giudice li ha ritenuti innocenti.
Non erano però presenti in cantiere nel momento in cui la terra della trincea franò, investendo Cristallo, che era uscito dalla gabbia di protezione dell’escavatrice per liberare il passo, secondo quanto sarebbe emerso dalle indagini.
Andranno invece a processo Marco Boggeri, amministratore della ditta per la quale lavorava Cristallo ed Enrico Repetto, preposto del cantiere. Il primo è difeso dal’avvocato Vittorio Spallasso, il secondo da Claudio Simonelli. L’udienza è stata fissata il 7 febbraio 2019.
Secondo la procura di Alessandria i dispositivi di sicurezza, seppure presenti nel cantiere, non erano stati utilizzati in modo corretto dall’operaio
Intanto, i famigliari della vittima, cinque fratelli, la madre, la moglie e il figlio hanno già ottenuto un risarcimento del danno, circa un milione di euro.