Rischiano di slittare i tempi del “progetto per lo sviluppo”
Home
Redazione - redazione@alessandrianews.it  
28 Marzo 2018
ore
00:00 Logo Newsguard

Rischiano di slittare i tempi del “progetto per lo sviluppo”

Il commissario per il Terzo Valico cerca di chiarezza sui 60 milioni previsti dall'accordo con Rfi per gli undici comuni attraversati dall'opera: “bocciata” l'ipotesi di estendere il progetto (che non c'è ancora) ad altri comuni. I fondi potrebbero arrivare dopo l'estate, a bilanci comunali già chiusi

Il commissario per il Terzo Valico cerca di chiarezza sui 60 milioni previsti dall'accordo con Rfi per gli undici comuni attraversati dall'opera: ?bocciata? l'ipotesi di estendere il progetto (che non c'è ancora) ad altri comuni. I fondi potrebbero arrivare dopo l'estate, a bilanci comunali già chiusi

PROVINCIA – La disponibilità dei 60 milioni per gli 11 comuni attraversati dal Terzo Valico, frutto del protocollo d’intesa siglato il 12 settembre 2016 tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione Piemonte, RFI, Provincia di Alessandria, ci sarà solo dopo registrazione presso la Corte dei Conti , quindi dopo l’estate. Nel frattempo, però, i bilanci degli enti comunali dovranno già essere chiusi. Un bel rebus, quindi, per chi è chiamato a redigere i documenti contabili. Il rischio è che i lavori (di cui mancano ancora i progetti) slittino ulteriormente. I comuni attendono però con ansia i fondi.
Oltre ai 49 milioni per il fantomatico progetto condiviso, ancora lontano da definire, ci sono infatti gli undici milioni, uno per ciascun comune interessato all’opera. Per quei fondi le varie amministrazioni le idee le avrebbero già chiare, ma resta in dubbio la tempistica, che deve prevedere anche le tre fasi di progettazione, dalla preliminare alla definitiva.
 
A cercare di fare chiarezza è stato lo stesso commissario straordinario Iolanda Romano, nel corso del recente incontro che si è tenuto a Novi Ligure: rispetto ai tempi del progetto ha ricordato che la delibera Cipe di approvazione della spesa dei 60 milioni, del 23 dicembre scorso, è ora in fase di registrazione presso la Corte dei Conti e che la pubblicazione, necessaria per l’utilizzo dei fondi pubblici, è prevista per la prossima estate, ha precisato.
Nel frattempo altri cinque comuni del territorio, ossia, Parodi Ligure, San Cristoforo, Francavilla Bisio e Tassarolo hanno chiesto di rientrare nel progetto di sviluppo da 49 milioni.

Si ritengono infatti di subire i disagi portati dai cantieri, senza averne eventuali benefici. Ma,sul punto, il commissario ha già “chiuso” la porta: il Progetto riguarda i soli 11 comuni interessati dai lavori di realizzazione della nuova linea ferroviaria, – ha ribadito – ma che i benefici dello sviluppo potranno senz’altro interessare, in via indiretta, anche i comuni confinanti.
Resta quindi da individuare il progetto. Che non è cosa da poco. I temi sviscerati nel corso del meeting dell’ottobre 2016 erano oltre una decina: andavano dai percorsi turistici, all’utilizzo di vecchie scuole, alla regimentazione delle acque.
Occorrerà trovare una sintesi. La regia del progetto è sotto il coordinamento del Commissario, all’interno del Tavolo degli 11 sindaci, così come indicato nel Protocollo d’Intesa del 1 e gli 11 comuni interessati, che ha sancito l’accordo sui 60 milioni, ricorda Iolanda Romano.

In merito alla natura dei fondi ha spiegato inoltre che si tratta “di risorse ricavate dal quadro economico dell’opera, gestito da Rete Ferroviaria Italiana, e che pertanto potranno essere utilizzate solo per finalità pubbliche e su aree di proprietà pubblica, collegate in qualche modo al Terzo Valico”. Inoltre ha specificato che tali fondi potranno essere usati solo per investimenti, ovvero solo per spese in conto capitale.
Si tratta di risorse che “non vanno intese come misure per compensare i disagi del cantiere, anche perché le compensazioni sono già state erogate dalla delibera Cipe di approvazione del progetto (2006) e ammontano complessivamente a circa 290 milioni di euro, ma che questi sono fondi aggiuntivi da dedicare unicamente allo sviluppo di opportunità legate all’opera sul territorio che attraversa, specificando che il termine sviluppo rimanda al tema occupazione”.
Per individuare il progetto, ci si avvarrà del contributo dell’Istituto di ricerca economica e sociale della Regione che affiancherà il Commissario “nell’approfondimento di tutti gli aspetti socio-economici del territorio rilevanti per la redazione del Progetto di sviluppo”.

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione