L’orazione per l’anniversario dell’Eccidio della Benedicta affidata a Don Ciotti
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G.B. - giulia.boggian@alessandrianews.it  
5 Aprile 2018
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L’orazione per l’anniversario dell’Eccidio della Benedicta affidata a Don Ciotti

Domenica 8 aprile sarà un appuntamento speciale, quello che si svolgerà alla Benedicta. Alla cerimonia per il 74 esimo Anniversario dell’eccidio nazifascista sarà presente Don Luigi Ciotti, il fondatore dell’associazione antimafia Libera

Domenica 8 aprile sarà un appuntamento speciale, quello che si svolgerà alla Benedicta. Alla cerimonia per il 74 esimo Anniversario dell?eccidio nazifascista sarà presente Don Luigi Ciotti, il fondatore dell?associazione antimafia Libera

 PROVINCIA – Due vicende, quella della Guerra di Liberazione e della lotta contro la criminalità organizzata, che hanno molto in comune: “non è stata una scelta casuale quella di avere come ‘oratore’ ufficiale per la celebrazione del 74esimo Anniversario dall’eccidio nazifascista della Benedicta il fondatore dell’associazione antimafia Libera, Don Luigi Ciotti”. Queste le parole di Gian Piero Armano presidente della Associazione “Memoria della Benedicta” alla presentazione della giornata di memoria di domenica 8 aprile che inizierà alle 9,30 con la deposizione delle corone di fiori al sacrario (lungo la strada che da Bosio e da Voltaggio conduce alle Capanne di Marcarolo). Per proseguire poi al cortile della Benedicta con gli interventi del sindaco di Bosio Stefano Persano, di Gian Piero Armano, del vicepresidente del Consiglio regionale Nino Boeti e del presidente della Provincia Gianfranco Baldi. L’orazione ufficiale sarà svolta da Don Luigi Ciotti ed avrà luogo intorno alle ore 11, dopo la celebrazione della S. Messa.

Un “oratore” importante, Don Luigi Ciotti, testimone del valore della “Resistenza” contro le associazioni mafiose. “Una conquista averlo per questa edizione – ha aggiunto Armano – Che vorrebbe poter diventare una caratteristica di questa giornata anche per i prossimi anni”. Secondo il presidente dell‘associazione “Memoria della Benedicta” infatti questa funzione dovrebbe essere svolta da qualcuno che non guardi solo al ricordo del passato, ma che possa dare spunti per far rivivere anche nel futuro i valori che sono stati propri del ’43, ’44 e ’45. Un “valore aggiunto” per questa manifestazione – sono state le parole di Mariano Santaniello, presidente ISRAL- che ricorda una vicenda che è parte integrante della storia di tutta la nostra Provincia, ma soprattutto del territorio dove è stata vissuta. “Don Ciotti è portatore di quei valori umani che oggi tornano a mancare in luoghi non troppo distanti da noi”.
La collaborazione e la presenza dell’associazione Libera – che da oltre 20 anni tiene accesso un faro sulle mafie – si concretizza nella mostra allestita a Cascina Moglioni “900 NOMI. Vittime di mafia dal 1893 ad oggi”: due secoli di memoria grazie alla collaborazione dal territorio delle associazioni di Libera di Novi, Ovada e Alessandria.

Tra le novità di questa edizione 2018 c’è una sorta di “svecchiamento” della commemorazione dell’eccidio della Benedicta con la partecipazione di 150 ragazzi accompagnati dalle famiglie della scuola alessandrina Angelo Custode, che parteciperanno anche ai cori durante la giornata del ricordo. “Una possibilità per aprire le porte ai giovani che è arrivata da Suor Gianna, direttrice della scuola Angelo Custode che è originaria di Bosio e che ha scelto di far vivere questa esperienza ai più piccoli”.
E’ invece in nome della memoria, legata a Anna Ponte, classe 1919 di Capanne di Marcarolo (che oggi ha 98 anni e vive a Isoverde, frazione del comune di Campomorone in Liguria) che nasce la collaborazione tra l’associazione “Memoria della Benedicta” e la Casa dello Studente di Genova, che era sede della polizia segreta nazista dove venivano segregate e spesso torturate le persone che potevano essere fonte di informazioni sulla Resistenza e sulle azioni dei partigiani. Come racconta Gian Piero Armano “nella Casa dello Studente la signora Anna è stata rinchiusa per 5 giorni dai nazi-fascisti, in uno stanzino di un metro quadrato in piedi”. Quale era la sua “colpa”? “Aver preparato una sfoglia di tagliatelle per i partigiani che abitavano lì vicino, a Capanne di Marcarolo, tra i quali c’era anche suo fratello”. Dopo questa esperienza Anna Ponte è stata portata per 53 giorni in prigione a Marassi con uno dei fratelli, mentre l’altro è stato ucciso mentre tentava di fuggire. In collaborazione quindi con la Casa dello Studente dal 16 al 25 aprile si terranno una serie di incontri e conferenze con il coinvolgimento anche dell’ANPI di Genova e di Alessandria proprio su questo “luogo di tortura e di morte”.

Domenica 8 aprile saranno presenti anche le istituzioni: “Alessandria ci sarà – conferma il sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco – perchè è un momento fondamentale e una memoria di coloro che hanno dato la vita per una cosa giusta, per la Libertà. Anche la città di Alessandria ha vissuto il terribile bombardamento del 5 aprile 1944, che qui voglio ricordare proprio per riaffermare il valore fondante di quei principi che devono continuare ad ispirare sempre le nostre azioni”.
“Un evento storico e un territorio da valorizzare – sono state le parole del presidente della Provincia Gianfranco Baldi – Che potrà esserlo ancora di più vista la buona notizia dello sblocco dei fondi dalla Regione per vedere ricominciare e portare a termine per il 2019 i lavori sul centro documentazione della Benedicta”. Affinchè “sia tutto finito e completo per la 75esima edizione del prossimo anno” ha concluso il consigliere provinciale Luca Rossi.

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